SIENA. Come anticipato, domani ci si vede per la storia della inimicizia Siena-Firenze, alla sala della Suvera in Beccheria (ore 17,30).
Oggi a Firenze grandiosa presentazione alla stampa di tutto il mondo del nuovo Museo dell’Opera del Duomo: a destra in Facebook si vede la riproduzione della facciata del Duomo prima dell’intervento di fine Cinquecento.
Un tripudio, soprattutto di scultura! Il 29 apre al pubblico, sul sito ci si prenota.
Regista dell’operazione il professor Verdon, da tanti anni direttore scientifico, uno straniero (se agli Uffizi il tedesco fa così c’è da metterci la firma, ma gli riuscirà?). Il tutto costato 45 milioni di euro, più o meno quanto costerebbe oggi completare il progetto SMS. A proposito che si sa della Commissione per selezionare il direttore? Speriamo che il ritardo sia buon segno.
Non è finita. Pochi giorni fa è stata inaugurata una nuova biblioteca in via Bufalini, grazie alla sponsorizzazione della Cassa di Risparmio di Firenze, tramite apposita Fondazione Biblioteche, La nuova biblioteca raccoglie i fondi di nove provenienze diverse, cominciate con i libri del noto storico di Firenze, Rinascimento ecc. Roberto Ridolfi, per proseguire con i libri dello storico del fascismo (per tanto tempo ostracizzato dalla cultura di sinistra) Renzo de Felice; i Georgofili hanno poi donato il fondo per la storia dell’agricoltura Reda e si sono aggiunti poi i fondi Pieraccioni, Bazzani e Margiotta Broglio, studioso dei rapporti tra Stato e Chiesa, che aveva già depositato parte dei suoi libri dieci anni fa.
A Siena è impossibile iniziare un’esperienza del genere? Devo confessare che il Palazzo di via del Capitano, oggi in attesa di destinazione, sarebbe forse l’ideale, sempreché non si voglia arricchire la raccolta Briganti al SMS, che ha ancora abbondanti spazi: ma il SMS presenta tali incertezze che solo un temerario potrebbe fare donazioni (e infatti i libri Briganti furono acquistati).
Eppure, anche a Siena basterebbe dare l’esempio e sono sicuro che molti privati sarebbero disponibili a destinare libri, quadri, opere preziose. Ma chi dà il la?
Il momento non è il più favorevole, ma si esce dalla crisi con segni di questo tipo più che con l’effimero.
Mario Ascheri