di Enrico Campana
SIENA. La redazione del Cittadinoonline.it mi gira l’invito della Mens Sana per il vernissage di domenica 26 settembre al Palamandela contro la squadra spagnola del Siviglia nella quale gioca un play americano di nome Calloway, passaportato bulgaro, che credo Siena tenesse d’occhio da tempo. Alla fine gli è stato preferito McCalebb, che è un condensato di tante opportunità. Operazione a più ampio raggio, e quindi ubi major minor cessat… Come qualità di giocatore l’angelino-macedone che prenderà il posto di McIntyre non è inferiore al predecessore e per il basket europeo non lo scambierei nemmeno con Rose e Westbrook, due guardie del Dream Team Usa mondiale in Turchia. E inoltre sul piatto della bilancia di quell’affare ci sono anche relazioni, opportunità, alleanze, argomenti; insomma, sensibili nell’ottica della cosiddetta gestione manageriale che di questi tempi sono prevalenti sui vecchi canoni e ragionamenti della gestione sportiva.
A fine settimana mi metterò in strada per Firenze, attratto tuttavia da altre problematiche. Ad esempio, per documentarmi su un argomento di green economy e salute molto importante, e che dalle mie parti sembra per essere “pasticciato” dalla politica come ha dichiarato in una sua recente nota Maurizio Botarelli, sindaco di Sinalunga. Ho programmato infatti un giro a Calenzano per capire perché nell’operosa cittadina-satellite attaccata a Firenze sia stato possibile aprire un piccolo impianto di biomasse, fra l’altro vicinissimo alla zona degli impianti sportivi e con le stesse caratteristiche di potenza e sicurezza degli altri 119 simili, sorti in varie parti d’Italia, mentre Sinalunga pare stia tornando suoi passi “rimpastando” un argomento che nasce da standard e norme dello stato, da protocolli fra i ministeri della salute, dell’ambiente, del lavoro e del tesoro, e non dalla volatilità della politica. L’argomento è spinoso, voglio affrontarlo come un cronista preparato e scevro da ogni posizione preconcetta, ne parleremo nei prossimi giorni negli ambiti del nostro giornale più opportuni. Qui parliamo solo di sport e le sue scontate proiezioni di politica sportiva.
Tornando alla prima gara promozionale dell’Amata, mi chiedono dunque dalla redazione: Comments? Tutto ok, gli rispondo. Certo a prima vista aprire la stagione lontano dal proprio pubblico potrebbe apparire un atto di superbia, certo – osservo – il calo di 1800 spettatori paganti per i playoff , inferiore comunque a quello della Virtus Bologna, potrebbe aver creato – se non un solco – una linea di demarcazione netta fra il club e la tifoseria. E ciascuno potrebbe stare adesso sulle sue. Il club fa bene quindi a usare il pungolo, a richiamare il partner (tifoseria) alla compattezza, al suo dovere di azionista virtuale e fondamentale, di “sesto uomo”. Come giustificherebbe poi la valenza del suo progetto quale veicolo di promozione strategico per la reputazione del territorio?. Fatto che – non scordiamo – ha permesso alla Fises di assumere il ruolo di maggior socio (e primo finanziatore) nella Mens Sana Spa, che tuttavia detiene saldamente il controllo dell’azionariato. Ma se poi il pubblico non risponde, che succede? L’operazione può stare in piedi con 5-6mila paganti per gara, il che permette di poter vantare una presenza teorica del 10 per cento della popolazione cittadina, mentre quella metropolitana è ovviamente molto inferiore. E quindi di giustificare i termini e l’entità dell’accordo. Alla fine queste cose, specie a Siena, alla fine si aggiustano sempre, credo che la lunga invidiabile luna di miele fra Commandos Tigre e società continuerà.
Più che un cartellino giallo ai propri tifosi che hanno disertato, potrebbe essere in fondo anche un richiamo ufficiale alle autorità senesi per il problema dell’impianto (Palasclavo). Non solo per la sua capienza sotto gli standard di Eurolega ma anche strategico per ospitare uno dei gironi di qualificazione per l’Europeo post-olimpico. Tramontata la costosa chimera della candidatura mondiale, la Federbasket non nasconde di essere in pole position per l’organizzazione dell’Europeo 2013. Nulla è scontato, le maggiori rivali sono Slovenia e Croatia, che alla fine potrebbero però tentare un’operazione di partnership per batterci. Ma un Europeo italiano a 22 anni di distanza da quello di Roma chiaramente avrebbe come punto d’appoggio Siena, sia in termini di finanziamenti per coprire le spese di organizzazione sia come baricentro della fase preliminare. Siena è infatti al momento la sede ideale per ospitare la squadra azzurra, in virtù del suo attuale legame, rappresentato dalla gestione Pianigiani, dei suoi titoli e della sua banca.
Tornando invece a vedere nelle pieghe della pre-season di lusso della squadra iperscudettata, Mps è sponsor di punta del Palamandela, il Palamandela ha bisogno di eventi, il presidente Minucci a sua volta ha bisogno di Firenze quale ipotetica piazza interessante dove tenere un piede (e magari caso mai anche due), se un bel giorno Siena dovesse ridimensionare. Cosa da non escludere come è stato per tante realtà che sembravano eterne. E naturalmente Firenze vale bene uno spot anche per Basketball Generation, la società “minucciana”, che sta allargandosi come un network. E proseguendo: da parte sua Massimo Gramigni, il manager del Palamandela, deve guardare agli interessi dei padroni-amministratori (Comune di Firenze) e infittire il calendario delle attività e degli spettacoli. Insomma, un'operazione di “sport-potere-affari” come momento di omaggio e riconoscenza anche nei confronti di uno di quei protagonisti del famoso patto del ’95 fra Mens Sana e Territorio senza il quale forse le vittorie sarebbero state meno copiose, e il matrimonio sarebbe stato consumato nel nome dell’ordinaria sponsorizzazione, assumendo invece le sembianze di un patto di sindacato, che scadrà addirittura nel 2050. A meno che, un giorno, non arrivi una banca cinese o libica o saudita ad acquistare Piazza Salimbeni, compresa la statua del famoso banchiere, e dintorni. Ipotesi oggi forse “malate”, ma frutto della logica impressa dalla globalizzazione che via via sembra – tramite gli affari – superare le ideologie più distanti e gli steccati più invalicabili.
Intanto questa settimana comincia l’Eurolega con le pre-qualifiche, interessante lo scontro fra Caserta e il Khimki (21 in Italia e 24 settembre a Mosca, la vincitrice si gioca uno dei due posti con gli ucraini del Budivelnik) con Sergio Scariolo, che dopo il “fracaso” ai mondiali è finito sulla pira dei tifosi spagnoli.
L’agenda senese prevede poi per la Mps un torneo importante in Polonia, il 10 ottobre il solito debutto nella Supercoppa con la Virtus Bologna e il 17 la prima gara di campionato in trasferta a Cremona.
Milovan Rakovic ha un problema al ginocchio, Lavrinovic è ancora convalescente dopo la felice operazione che gli ha resettato la colonna vertebrale, il problema alla caviglia di Hairston è stato risoltp con uno sconto sul contratto.
La cosa che m’incuriosisce di più non è tanto l’attacco che arriva da Milano, una squadra che cambia ogni anno, via Bulleri e poi torna Bulleri, via Hawkins e poi torna Hawkins, e che ha bisogno di un leader carismatico, figura che l’ex moro senese non credo possa incarnare al di là dei notevoli mezzi e con l’esperienza del suo primo scudetto. Butto lì una piccola provocazione, con Carraretto diventato (a 33 anni!) titolare della Nazionale mi sembra invece che ci sia una spaventosa concorrenza fra guardie e ali, McCalebb, Zizis (che fra l’altro con la nazionale greca si è abituato ad avere più tiri), Kaukenas, Aradori, Moss. Forse qualcuno è di troppo, specie quando rientrerà Hairston, spero di sbagliarmi.
Il maggior problema degli squadroni italiani, secondo la storia della Spaghetti-League, è infatti – paradossalmente – quella dell’abbondanza.
SIENA. La redazione del Cittadinoonline.it mi gira l’invito della Mens Sana per il vernissage di domenica 26 settembre al Palamandela contro la squadra spagnola del Siviglia nella quale gioca un play americano di nome Calloway, passaportato bulgaro, che credo Siena tenesse d’occhio da tempo. Alla fine gli è stato preferito McCalebb, che è un condensato di tante opportunità. Operazione a più ampio raggio, e quindi ubi major minor cessat… Come qualità di giocatore l’angelino-macedone che prenderà il posto di McIntyre non è inferiore al predecessore e per il basket europeo non lo scambierei nemmeno con Rose e Westbrook, due guardie del Dream Team Usa mondiale in Turchia. E inoltre sul piatto della bilancia di quell’affare ci sono anche relazioni, opportunità, alleanze, argomenti; insomma, sensibili nell’ottica della cosiddetta gestione manageriale che di questi tempi sono prevalenti sui vecchi canoni e ragionamenti della gestione sportiva.
A fine settimana mi metterò in strada per Firenze, attratto tuttavia da altre problematiche. Ad esempio, per documentarmi su un argomento di green economy e salute molto importante, e che dalle mie parti sembra per essere “pasticciato” dalla politica come ha dichiarato in una sua recente nota Maurizio Botarelli, sindaco di Sinalunga. Ho programmato infatti un giro a Calenzano per capire perché nell’operosa cittadina-satellite attaccata a Firenze sia stato possibile aprire un piccolo impianto di biomasse, fra l’altro vicinissimo alla zona degli impianti sportivi e con le stesse caratteristiche di potenza e sicurezza degli altri 119 simili, sorti in varie parti d’Italia, mentre Sinalunga pare stia tornando suoi passi “rimpastando” un argomento che nasce da standard e norme dello stato, da protocolli fra i ministeri della salute, dell’ambiente, del lavoro e del tesoro, e non dalla volatilità della politica. L’argomento è spinoso, voglio affrontarlo come un cronista preparato e scevro da ogni posizione preconcetta, ne parleremo nei prossimi giorni negli ambiti del nostro giornale più opportuni. Qui parliamo solo di sport e le sue scontate proiezioni di politica sportiva.
Tornando alla prima gara promozionale dell’Amata, mi chiedono dunque dalla redazione: Comments? Tutto ok, gli rispondo. Certo a prima vista aprire la stagione lontano dal proprio pubblico potrebbe apparire un atto di superbia, certo – osservo – il calo di 1800 spettatori paganti per i playoff , inferiore comunque a quello della Virtus Bologna, potrebbe aver creato – se non un solco – una linea di demarcazione netta fra il club e la tifoseria. E ciascuno potrebbe stare adesso sulle sue. Il club fa bene quindi a usare il pungolo, a richiamare il partner (tifoseria) alla compattezza, al suo dovere di azionista virtuale e fondamentale, di “sesto uomo”. Come giustificherebbe poi la valenza del suo progetto quale veicolo di promozione strategico per la reputazione del territorio?. Fatto che – non scordiamo – ha permesso alla Fises di assumere il ruolo di maggior socio (e primo finanziatore) nella Mens Sana Spa, che tuttavia detiene saldamente il controllo dell’azionariato. Ma se poi il pubblico non risponde, che succede? L’operazione può stare in piedi con 5-6mila paganti per gara, il che permette di poter vantare una presenza teorica del 10 per cento della popolazione cittadina, mentre quella metropolitana è ovviamente molto inferiore. E quindi di giustificare i termini e l’entità dell’accordo. Alla fine queste cose, specie a Siena, alla fine si aggiustano sempre, credo che la lunga invidiabile luna di miele fra Commandos Tigre e società continuerà.
Più che un cartellino giallo ai propri tifosi che hanno disertato, potrebbe essere in fondo anche un richiamo ufficiale alle autorità senesi per il problema dell’impianto (Palasclavo). Non solo per la sua capienza sotto gli standard di Eurolega ma anche strategico per ospitare uno dei gironi di qualificazione per l’Europeo post-olimpico. Tramontata la costosa chimera della candidatura mondiale, la Federbasket non nasconde di essere in pole position per l’organizzazione dell’Europeo 2013. Nulla è scontato, le maggiori rivali sono Slovenia e Croatia, che alla fine potrebbero però tentare un’operazione di partnership per batterci. Ma un Europeo italiano a 22 anni di distanza da quello di Roma chiaramente avrebbe come punto d’appoggio Siena, sia in termini di finanziamenti per coprire le spese di organizzazione sia come baricentro della fase preliminare. Siena è infatti al momento la sede ideale per ospitare la squadra azzurra, in virtù del suo attuale legame, rappresentato dalla gestione Pianigiani, dei suoi titoli e della sua banca.
Tornando invece a vedere nelle pieghe della pre-season di lusso della squadra iperscudettata, Mps è sponsor di punta del Palamandela, il Palamandela ha bisogno di eventi, il presidente Minucci a sua volta ha bisogno di Firenze quale ipotetica piazza interessante dove tenere un piede (e magari caso mai anche due), se un bel giorno Siena dovesse ridimensionare. Cosa da non escludere come è stato per tante realtà che sembravano eterne. E naturalmente Firenze vale bene uno spot anche per Basketball Generation, la società “minucciana”, che sta allargandosi come un network. E proseguendo: da parte sua Massimo Gramigni, il manager del Palamandela, deve guardare agli interessi dei padroni-amministratori (Comune di Firenze) e infittire il calendario delle attività e degli spettacoli. Insomma, un'operazione di “sport-potere-affari” come momento di omaggio e riconoscenza anche nei confronti di uno di quei protagonisti del famoso patto del ’95 fra Mens Sana e Territorio senza il quale forse le vittorie sarebbero state meno copiose, e il matrimonio sarebbe stato consumato nel nome dell’ordinaria sponsorizzazione, assumendo invece le sembianze di un patto di sindacato, che scadrà addirittura nel 2050. A meno che, un giorno, non arrivi una banca cinese o libica o saudita ad acquistare Piazza Salimbeni, compresa la statua del famoso banchiere, e dintorni. Ipotesi oggi forse “malate”, ma frutto della logica impressa dalla globalizzazione che via via sembra – tramite gli affari – superare le ideologie più distanti e gli steccati più invalicabili.
Intanto questa settimana comincia l’Eurolega con le pre-qualifiche, interessante lo scontro fra Caserta e il Khimki (21 in Italia e 24 settembre a Mosca, la vincitrice si gioca uno dei due posti con gli ucraini del Budivelnik) con Sergio Scariolo, che dopo il “fracaso” ai mondiali è finito sulla pira dei tifosi spagnoli.
L’agenda senese prevede poi per la Mps un torneo importante in Polonia, il 10 ottobre il solito debutto nella Supercoppa con la Virtus Bologna e il 17 la prima gara di campionato in trasferta a Cremona.
Milovan Rakovic ha un problema al ginocchio, Lavrinovic è ancora convalescente dopo la felice operazione che gli ha resettato la colonna vertebrale, il problema alla caviglia di Hairston è stato risoltp con uno sconto sul contratto.
La cosa che m’incuriosisce di più non è tanto l’attacco che arriva da Milano, una squadra che cambia ogni anno, via Bulleri e poi torna Bulleri, via Hawkins e poi torna Hawkins, e che ha bisogno di un leader carismatico, figura che l’ex moro senese non credo possa incarnare al di là dei notevoli mezzi e con l’esperienza del suo primo scudetto. Butto lì una piccola provocazione, con Carraretto diventato (a 33 anni!) titolare della Nazionale mi sembra invece che ci sia una spaventosa concorrenza fra guardie e ali, McCalebb, Zizis (che fra l’altro con la nazionale greca si è abituato ad avere più tiri), Kaukenas, Aradori, Moss. Forse qualcuno è di troppo, specie quando rientrerà Hairston, spero di sbagliarmi.
Il maggior problema degli squadroni italiani, secondo la storia della Spaghetti-League, è infatti – paradossalmente – quella dell’abbondanza.