Qualcuno propone la vendita del Palaestra per salvare il basket!
di Umberto De Santis
SIENA. “Haynes è arrivato nel pacchetto, lo paga Milano. Bisogna vedere se uno dà via un giocatore che prende uno e prende un altro che prende uno è inutile, ci si dà la zappa sui piedi. Se si dà via un giocatore che spende dieci e porta uno è molto utile: con quello che abbiamo ricavato dalla cessione di Hackett a Milano potevamo prendere dieci Janning non uno. La società vuole arrivare a giugno con una certa dignità”, disse Ferdinando Minucci nell’intervista di fine anno a una televisione locale. Peccato che a distanza di soli tre mesi la cessione di Daniel Hackett e la sponsorizzazione Peugeot tanto attesa non siano sufficienti per concludere da “vivi” la stagione. Il palliativo, campanello d’allarme, è stata la svendita del pullman con conseguente licenziamento dell’autista. Eppure Minucci, ricordano quelli che lo affrontarono la sera dell’assemblea della Mens Sana basket spa che decise la liquidazione, avrebbe detto che c’era in cassa un milione di euro per finire l’annata. Pare che il dottor Bianchi non abbia invece trovato nulla e si arrabatti per capire se questi soldi ci sono o non ci sono. Nel frattempo si allunga il conto della Polisportiva, perché le spese di affitto per la gestione del Palaestra non sarebbero state onorate dal presidente Lazzeroni della ormai vecchia gestione – il conto potrebbe essere già arrivato a 250mila euro da agosto 2013 ad oggi – e tutto il costo ricade sulle spalle della Polisportiva 1871 che, dopo aver contabilizzato in meno di quattro anni (2010-13) più di un 1,1 milione di debiti non pagati dalla controllata, deve sostenerla gratis. Con la grossa preoccupazione dei dipendenti della storica società che a giugno si rischi la chiusura totale, non solo della sezione basket.
Perché c’è paura, tra i dipendenti della Polisportiva, di perdere il posto di lavoro. Tra l’altro senza aver mai goduto della ricchezza ostentata per anni dalla Basket spa che “per ragione di richieste dello sponsor” provvedeva a spendere le clamorose disponibilità a disposizione attraverso le sponsorizzazioni targate MPS, aggiungendoci sopra altri debiti. Egidio Bianchi e Piero Ricci stanno cercando di mettere una pezza alla brutta situazione, ma non è facile, anche perché ben altre erano le aspettative sulla dichiarata sicurezza nel poter arrivare a concludere degnamente l’annata sportiva. E’ possibile che non ci siano responsabilità tra gli amministratori della pallacanestro professionistica? Gli accertamenti della Guardia di Finanza lasciano immaginare ben altro, vista la quantità dei reati fiscali contestati agli uomini che hanno governato la baracca mensanina da molti anni. E qualcuno sembra che vada in giro con una proposta provocatoria: la Polisportiva dovrebbe vendere il Palaestra per ripianare i debiti e salvare la società professionista di basket. Ammesso sia possibile (e che si trovi un acquirente per una struttura che ha ormai fatto il suo tempo in tutti i sensi), ci vuole un tempo per metterla sul mercato più lungo della data del “redde rationem” della Mens Sana Basket spa, cioè quella data di giugno in cui bisogna versare i soldi alla Federazione per iscriversi al campionato successivo. C’è da riunire una assemblea dei soci della Polisportiva (oltre 2900 soci), che deve vedere presenti almeno il 50% degli iscritti. Il 75% di questi dovrebbe votare a favore della proposta e da lì scatterebbero i tempi tecnici per separare l’area da vendere dal resto della proprietà al Catasto. Poi si dovrebbere indire una gara al miglior offerente.
Intelligenti pauca.