Solo otto punti nell'ultimo periodo e gli avversari tiravano alla grande
MACCABI ELECTRA TEL AVIV – MENS SANA SIENA 92-61 (22-22; 46-34; 69-53)
MACCABI TEL AVIV: Logan 14, James 14, Smith 19, Hickman 6, Eliyahu, Roth, Pnini 15, Caner-Medley 1, Ohayon 19, Planinic, Segev, Landesberg 4. All. Blatt.
MENS SANA SIENA: Brown 13, Eze 9, Carraretto, Rasic, Kangur 13, Sanikidze 6, Ress, Ortner, Lechthaler, Janning 7, Hackett 7, Moss 6. All. Banchi.
di Umberto De Santis
SIENA. La Mens Sana rammendata tiene Ress in panchina per onor di firma (ma anche i padroni di casa hanno problemi con Eliyahu) non resiste a un Maccabi che, con le spalle al muro, tira fuori la prestazione di carattere e sostanza (33/55, 60% al tiro con 12 bombe) che non ha mai avuto quest’anno, sfoderando una difesa aggressiva che costringerà a molti errori l’attacco degli ospiti: ed è lì la differenza di tutta la gara. Al pronti e via la bomba sul ferro di Moss è controbilanciata da quella vincente di Devin Smith. La sfida è in sostanziale parità, tanto che al 5’ siamo 8-8, con Kangur vincente da tre e Brown attivo. Dall’altra parte Ohayon e James (4 stoppate, 6 falli subiti) prendono la guida dell’attacco israeliano, ma senza dare l’idea di poter produrre un allungo. Logan e Brown sanciscono la fine del periodo sul 22-22. E l’equilibrio regna sovrano per altri cinque minuti (26-26) quando Pnini e Hickman guidano l’allungo 37-28 appena spezzato da una tripla di Hackett. Però è in agguato l’altro esterno dei gialli Smith che con sette punti in fila manda tutti al riposo con il vantaggio interno di 46-34: Siena ha perso il controllo del tiro dalla distanza in attacco (sarà 7/23 in tutto l’arco della partita), e non entra nel pitturato (neanche un tiro libero tentato in 20’).
Per il quintetto piccolo senese (con Kangur e Sanikidze sotto, per intenderci) di avvio terzo quarto l’asse play-pivot ovvero Ohayon-James si rivela disastroso per la truppa di Banchi. Il Maccabi dilata il vantaggio fino a +20 (58-38) nonostante gli ultimi sussulti di Kangur. Sanikidze è incerto, l’attacco è inceppato, la difesa latita e ai padroni di casa sembra girare tutto per il verso giusto, tutto frutto di una reattività e voglia di vincere che stasera alla Montepaschi manca. Sembra di rivedere il calvario di Sassari, sepolti dal tiro da fuori e attesi in area da un impietoso James che fa reparto da solo, visto che Caner-Medley, Landesberg e Planinic sono completamente insufficienti. Nel finale di quarto Eze e Brown hanno un sussulto di carattere, e una provvidenziale tripla di janning a fil di sirena vale l’ultima speranza per la Mens Sana di ribaltare l’incontro 69-53. Ma lo 0-7 biancoverde viene spezzato da un Pnini formato gigante e l’onnipresente Ohayon 74-57. Il timeout consiglia Banchi all’ingresso di Hackett e Sanikidze, ma il 17-0 che ne consegue spiega più di mille parole la disfatta a cui va incontro la Montepaschi, che non ha più forza né reattività da mostrare tanto da non difendere nemmeno la differenza canestri. A Logan non resta che timbrare il cartellino segnando l’ultimo canestro della gara che si conclude 92-61. Buono per il Maccabi che si rimette in corsa proprio appena dopo aver saputo della sconfitta interna del Fenerbahce di Pianigiani, umiliato in casa da un Barcellona stratosferico (60-99). La battuta d’arresto della Mens Sana dovrebbe rivelarsi poco importante, ma in chiave playoff preoccupa l’eccessiva dipendenza dimostrata stasera dal tiro da tre, al quale stasera non c’erano alternative valide sotto canestro, né dalla media distanza, che ha fruttato un modesto 9/24.
I risultati del giovedì di Euroleague
– Fenerbahce-Barcellona 60-99 (18 Bogdanovic, 17 McCalebb; 17 Mickeal, 14 Tomic, Huertas)
– Brose basket-Unicaja Malaga 65-68 (Nachbar 17, Ford 13; Zoric 26, Urtasun 15)
-Zalgiris Kaunas-Panathinaikos Atene 73-78 (15 Lafayette, 11 K. Lavrinovic; 21 Ukic, 13 Diamantidis)