La Mens Sana si prepara alla doppia trasferta in casa dell'Olimpia Milano
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di Umberto De Santis
SIENA. A Siena c’è aria di distacco dai playoff imminenti del basket. Se la Mens Sana dovesse uscire al primo turno contro l’EA7 Emporio Armani – avversaria incrociata in tre delle ultime quattro finali scudetto -, non se ne farebbe un dramma. Sportivo, bene inteso, perché ormai tutti sono coscienti che i drammi in città, con la crisi finanziaria delle istituzione, dalla banca al comune passando per ospedale e università, sono ben altri e arrivano a toccare la vita quotidiana di molti. Darà un filo di noia il fatto che l’abdicazione avvenga proprio per mano di Scariolo e Hairston, ma tutte le cose belle finiscono un giorno e dopo sei scudetti di fila potrebbe essere che “quel giorno” è arrivato. Certamente non la pensa così Luca Banchi, che lui quegli scudetti li ha sudati e vissuti da secondo, e l’idea di vincerne uno come capocoach (da mettere in bacheca accanto alla Coppa Italia), lo stuzzica moltissimo. Noi ripartiamo dalla considerazione che un mese fa una partita come quella di domenica contro Sassari sarebbe finita con un bel ruzzolone, invece si può recriminare per averla buttata al vento con troppi liberi sbagliati e deconcentrazione nel momento decisivo, esibendo una forma atletica in crescita dopo un mese senza più fatiche di Euroleague. Ovvero: il finale non è scritto.
La scimmia delle due sconfitte con Milano in stagione regolare di campionato su quali spalle siederà? 5 novembre 2012 a Siena 66-71; 3 marzo 2013 a Milano 72-68: qualcuno obietterà che i cestisti meneghini hanno incrociato i guanti in due momenti difficili per i senesi, all’andata quando la costruzione della squadra era ancora in divenire, al ritorno quando le fatiche della Coppa Italia si sono sovrapposte a quelle europee e la squadra è andata in crisi profonda. Quattro mesi di follia nel mezzo, in cui abbiamo visto di tutto: dall’altare alla polvere! Crediamo che i due coach preferiranno dimenticare, o come si usa dire oggi, resettare il passato recente per non creare illusioni o alibi ai propri giocatori e ripartire da zero a zero intrigati dalle novità in campo. In Lombardia è arrivato Mensah Bonsu per dare una mano in difesa e profondità più di quello che Melli, Bourousis e Radosevic hanno fatto fino ad oggi. Che non è poco, visto il girone di ritorno disputato dall’Armani (11-4, il miglior ruolino della serie A). In Toscana ecco Dionte Christmas, atletico e reattivo, che dovrebbe dare quei punti in più per cui era stata ingaggiata la meteora Kemp. Gara uno al Forum sarà occasione per esprimersi più compiutamente, vista la perdurante assenza di Matt Janning che al massimo potrebbe essere recuperato per gara due di domenica.
Non è una finale-scudetto anticipata, è solo l’uscita precoce dai giochi di una seria pretendente al titolo, questo quarto Milano-Siena. Varese e Sassari hanno dimostrato ampiamente di poter meritare un ruolo da protagonisti fino in fondo, Cantù potrebbe rivelarsi la mina vagante, Roma col nuovo arrivato Bailey vuole provarci dopo una stagione assolutamente al di sopra di qualsiasi aspettativa. Un gradino sotto Reggio Emilia e Venezia, che si presentano al via senza addizioni nel roster. Ultimo solito neo, da troppi anni a questa parte, la programmazione televisiva: EA7-Montepaschi di venerdì alle 20:30 sarà in diretta su Raisport 1, su gara due di domenica buio assoluto. Mentre martedì 14 maggio, gara tre a Siena si avrà la copertura della televisione nazionale. Una partita al giorno per tutte le otto formazioni qualificate, i tifosi sono avvertiti. Sempre meglio di quando le partite andavano in differita dopo la mezzanotte.