Una mostra a Riccione ricorda la vita del primo cittadino di Pitigliano
GROSSETO. L’ex sindaco di Pitigliano Alberto Manzi, primo cittadino dal 1995 al 1997 eletto nell’allora Pds, scomparso nel ’97, già noto come l’indimenticabile maestro della televisione italiana che negli anni ‘60 anni insegnò a leggere e a scrivere a centinaia di migliaia di adulti grazie alla trasmissione “Non è mai troppo tardi”, sarà ricordato in una mostra antologica. la mostra si è aperta oggi a Riccione (Rn) all’interno della Biblioteca comunale, in via Lazio 10.
Scrittore per ragazzi, Manzi, divulgatore scientifico, autore e conduttore televisivo, ma anche attento studioso, educatore multiculturale, sindaco: sono molteplici gli aspetti della vicenda umana e professionale del maestro, documentati nella mostra grazie ai materiali originali (manoscritti e dattiloscritti, libri, articoli di giornale, bozze, menabò) dell’archivio Alberto Manzi affidato dalla famiglia all’Assemblea legislativa e che raccoglie materiali scritti, video e audio datati dalla fine degli anni 40 fino al 1996, anno precedente la scomparsa di Manzi avvenuta nel 1997.
“L’eredità lasciataci da Alberto Manzi nel campo dell’educazione e della didattica, dove ha spesso privilegiato persone svantaggiate, dai ragazzi detenuti nel carcere minorile romano agli adulti analfabeti e fino agli immigrati, rappresenta la testimonianza di un impegno professionale e umano che ha sempre saputo anteporre la curiosità al pregiudizio- afferma Costi-. La sua infaticabile passione per il mondo dell’educazione continua ad essere motivo di riflessione per chi crede nel valore della conoscenza come unica via possibile per esercitare da protagonisti la cittadinanza e alimentare la democrazia. Una frase del maestro recita: ‘La scuola insegna a pensare, non insegna pensieri’. Credo che questa frase sintetizzi bene tutto il carico di responsabilità che Manzi attribuiva al ruolo dell’insegnante. Un ruolo- chiude la presidente dell’Assemblea regionale- che oggi appare delegittimato e impallidito ma che rimane fondamentale e come tale va considerato restituendo alla scuola, e al ruolo dell’insegnante, la centralità che deve avere nelle politiche di questo Paese”.
La mostra antologica “Alberto Manzi, storia di un maestro” è a cura del Centro Alberto Manzi, promosso dall’Assemblea legislativa e dalla Giunta della Regione Emilia-Romagna, dal ministero dell’Istruzione, dal Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università degli Studi di Bologna e dalla Rai-Radiotelevisione Italiana. La mostra è parte di un più vasto progetto intitolato “Insieme – lo sguardo multiculturale di Alberto Manzi”, con il quale il Centro Alberto Manzi, con numerosi Comuni e le Province di Rimini e di Forlì-Cesena, propone una serie di iniziative per le scuole, di formazione per gli insegnanti, occasioni pubbliche di incontro, mostre, il tutto per riflettere sulle comunità multiculturali partendo dall’esempio del maestro di ‘Non è mai troppo tardi’. Proposte rivolte ad insegnanti, genitori, amministratori pubblici, cittadini e cittadine, a tutti coloro che vivono quotidianamente una dimensione multiculturale, per fornire alle comunità coinvolte esempi di buone pratiche e occasioni di confronto.