Era il capo d Kerviel (Societé Generale), autore del buco da miliardi nel 2007
ROMA. Tra qualche giorno Unicredit avrà sul ponte di comando Jean Pierre Mustier, il nuovo amministratore delegato di Unicredit, al posto di Federico Ghizzoni, che nel 2011 lo aveva chiamato a guidare la divisione dell’Investment banking di Unicredit, dopo un passato in Societé Generale ed un buco di 5 miliardi della divisione da lui diretta, una sanzione per insider trading ed il passaggio al fondo private francese Tikehau, nel 2015. Per i curiosi, il link dove abbiamo riassunto la carta di identità e carriera di Mustier.
In Societé Generale, Mustier, specialista di investimenti ad alto rischio che caratterizza la turbofinanza e le scommesse sui derivati, era stato travolto nel 2007 dal caso di Jerome Kerviel, un giovane trader suo sottoposto che riuscì a fare un buco da 5 miliardi di euro, il 10% su operazioni speculative per 50 miliardi di euro, additato come capro espiatorio fino ad una recente sentenza del 7 giugno scorso, con il tribunale del lavoro di Parigi che ha condannato la banca Societé Generale a versargli un risarcimento da 450.000 euro, per un licenziamento che i giudici definiscono “senza giusta causa” e con condizioni “vessatorie”.
Il licenziamento datato 18 gennaio 2008 di Kerviel, che lavorava nella divisione diretta da Mustier, che aveva la responsabilità di controllare – spiega la sentenza – è avvenuto a causa di “fatti prescritti”: SocGen era a loro parere “perfettamente al corrente delle operazioni fittizie” compiute da Kerviel per coprire le proprie posizioni prese senza autorizzazione, “ben prima” di metterlo alla porta. Mustier ha dovuto abbandonare SocGen nel 2009, quando è stato costretto alle dimissioni dopo la multa per insider trading, cioè l’abuso di informazioni privilegiate in Borsa, per aver venduto 7mila titoli Societé Generale nell’agosto 2007, poco prima che scoppiasse la bolla dei mutui subprime.
I lupi cambiano il pelo, ma non il vizio: dopo la cacciata di Ghizzoni i banchieri di UniCredit nominano Jean-Pierre Mustier, grande esperto in derivati e campione della turbofinanza che ha cavalcato il crack mondiale dei mercati tra il 2007 e il 2008. Le banche dovrebbero essere al servizio dell’economia reale e la nomina di Mustier continua a dirottare UniCredit verso la finanza spericolata. A quanto pare, se i manager hanno la fedina penale immacolata non vengono neanche presi in considerazione, mentre se sono condannati per insider trading, si fa a gara per assumerli.
Bce e Bankitalia dovrebbero garantire una gestione più accurata e prudente del credito e del risparmio tanto faticosamente costruiti dagli italiani, invece di garantire gli esclusivi interessi di banchieri, non proprio ‘immacolati’.
Elio Lannutti (Adusbef)