
ROMA. Confidenze di un alto funzionario dell’Agenzia delle Entrate: ” quando mandiamo gli ispettori in un’azienda per le verifiche fiscali sappiamo a priori di trovare del nero perchè essere regolari al 100% è impossibile senza fallire”. Federcontribuenti, ”abbiamo 2 modelli di impresa in Italia, quella che opera con i baroni e quelle sfigate spremute fino al midollo”. La lotta all’evasione fiscale slitta a dopo le elezioni, attaccare ora certi bacini non conviene…
Su 120 articoli che contengono la Legge di Bilancio solo tre articoli riguardano la lotta all’evasione fiscale e a fronte di 110 miliardi evasi si punta a recuperarne solo 640 milioni, cioè quel poco di nero che le piccole imprese fanno per non affogare nelle paranoie di uno Stato politico timoroso di indispettire chi promette grandi volumi di voti. Dietro le quinte serpeggia come un fantasma una certezza assoluta e così continua l’alto funzionario: ”funziona come con le multe al codice della strada, mettiamo divieti o autovelox dove sappiamo riempiranno le casse comunali e così noi inviamo gli ispettori dove sappiamo trovare sacche di nero e cioè tra le PMI, piccoli commercianti o artigiani”. Altro discorso per le grandi aziende e multinazionali, che come sappiamo hanno accesso a finanziamenti dello Stato, spesso a fondo perduto come – contributo statale per il mantenimento dell’occupazione – , inoltre queste imprese godono di fiscalità agevolata per lo stesso motivo, mantenere l’occupazione, ”i nostri ispettori non entrano nelle grandi aziende ammanigliate con gli amici al governo con la stessa arroganza con la quale entrano nelle piccole saracinesche, è un dato di fatto e lo sanno tutti”.
Lotta all’evasione fiscale.
Le PMI sono iper controllate ogni 120 giorni tramite il rilascio del DURC che ne attesta la regolarità contributiva e ora il governo ha allargato le maglie dei controlli verso chi consegnerà i propri libri contabili. Federcontribuenti: ”sarà ancora più facile fregare lo Stato per le grandi aziende che consegneranno enormi plichi per allontanare i controlli. Non abbiamo né mezzi e né competenze per spulciare dati tra centinaia di pagine rese complicate al solo fine di bypassare controlli sull’evasione fiscale”. L’evasione fiscale è stata una rogna per tutti i capi politici che hanno fondato la propria fama e carriera politica proprio promettendo favori a destra e a manca, ”la pressione fiscale andrebbe calcolata sulla base delle entrate e delle uscite di un’azienda mentre oggi si calcola solo sulle entrate, che significa? Che se ho ricavi per 100 mila euro ma ne spendo 50 per i macchinari o gli operai il ricavo netto scende del 50% ma lo Stato fiscale mi chiede tasse sulle 100 mila euro iniziali”. Molte voci di spesa d’impresa non sono detraibili e su queste si pagano le imposte ed ecco dove si genera la prima soglia di evasione fiscale ed ecco che il sommerso diventa esigenza di sopravvivenza per un’azienda ”i funzionari sanno bene dove cercare quel poco di nero che poi genera verbali tali da indurre a morte l’impresa”.
”Non si tratta di giustificare l’evasione fiscale – spiega Marco Paccagnella presidente della Federcontribuenti -, dobbiamo parlare di evasione fiscale con serietà ripristinando equità di trattamento tra piccole e grandi imprese e in tutte le regioni italiane estendendo il discorso anche a livello europeo”.
La spesa fiscale ”non si è abbassata di un solo punto, hanno spostato solo le voci fiscali come: abbasso l’IRAP però non detrai i costi dei mezzi aziendali, dei carburanti, della cancelleria”.
Conclude la confidenza l’alto funzionario di Stato: ”le grandi imprese evadono il fisco con metodi scientifici creando fondi neri che andranno ad ungere certi ingranaggi per un proprio e costante tornaconto economico: volumi di affari e risparmi fiscali’‘.
Federcontribuenti: ”lo scopo è assassinare le piccole e medie aziende italiane per lasciare posto alle multinazionali che non pagano nulla e non versano contributi previdenziali sufficienti per sostenere il sistema pensionistico e sanitario e alla fine avremo un unico blocco di potere a fronte di migliaia di schiavi fatti vivere sotto il ricatto del precariato e del licenziamento”.
Anni di leggi-vergogna sono la prova della mancata volontà dei politici di carriera nel non far pagare il conto perfino ai condannati con sentenze definitive per reati che hanno fatto storia. Da Ciarrapico a Tanzi, da Cragnotti alla dark lady Gucci, da Previti a Fiorani e molti altri che fanno la bella vita ma risultano non possedere nulla e ora si aggiungo i nuovi mostri del digitale: ”per evadere senza rischio devi avere un nome altisonante e la possibilità di promettere centinaia e centinaia di voti”.