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POGGIBONSI. Sono da anni un sostenitore del Movimento UNA, residente in provincia di Siena e con enorme sorpresa vengo a sapere che proprio a Poggibonsi, dove ha sede una attiva sezione dell’UNA, è in programma per domenica 27 giugno 2010, una corsa dei ciuchi che prevede l’uso degli asini per una gara, che a mio parere non ha ragione di esistere sia dal punto di vista storico-culturale che per ragioni etiche e morali, ma forse solo per muovere il vil denaro. Ormai da anni, anche in molte località toscane si abbandona questa triste circostanza e con meraviglia noto invece che a Poggibonsi si ripropone per il secondo anno consecutivo questa farsa, che lede il diritto alla non sofferenza e alla dignità degli animali.
Mi preme ricordare che di recente è stata emanata una ordinanza ministeriale (vedi allegato) che permette le gare, le competizioni o le manifestazioni con equidi solo seguendo un preciso disciplinare, che dubito sia rispettato per questa neonata pagliacciata poggibonsese. Non me ne vogliano gli organizzatori ma ci sono ben altri modi per divertirsi o per diffondere conoscenza delle tradizioni e del territorio, piuttosto che per introitare dei quattrini; fate altro invece che sfruttare e mettendo a rischio e in ridicolo degli animali, che hanno dei diritti come tutti gli esseri umani.
Mi permetto invece di richiamare l’attenzione delle Autorità di competenza: Sindaco, Prefetto e dirigente della ASL, rammentandogli solo di verificare le normative e le disposizioni vigenti in materia, con la speranza che le normative vengano tutte rispettate come previsto dalla legge, diversamente mi appello al Loro buon senso e capacità di gestione del territorio per far si che si impediscano anche delle illegalità.
Di seguito voglio riportare un comunicato tratto dal sito dell’UNA nazionale che mi auguro i referenti della sezione di Poggibonsi conoscano bene e prendano in considerazione per far si, che si impedisca lo svolgimento di questa ulteriore azione denigrante per gli animali:
“Negli ultimi anni il Movimento UNA e il Coordinamento Nazionale Associazioni Animaliste hanno moltiplicato gli sforzi per impedire lo svolgersi di manifestazioni che contemplano lo sfruttamento di animali.
Dopo la serrata campagna, che ha ottenuto di mobilitare perfino alcuni membri del Parlamento, per salvare dalla sofferenza la colomba di Orvieto, elevata a simbolo di tutti gli animali utilizzati per il divertimento degli uomini, la nostra azione si è rivolta a molte altre feste, sagre e palii durante i quali, in nome della tradizione, si infliggono sofferenze e offese agli animali.
Abbiamo diffidato molti sindaci dal concedere l'autorizzazione allo svolgersi di tali manifestazioni e, dove le gare abbiano avuto luogo, siamo stati presenti e abbiamo presentato denunce per maltrattamento di animali.
Siamo stati a Strozzacapponi (PG) per portare la nostra solidarietà agli animali impiegati nella Corsa dei Galli e siamo stati accolti con una sassaiola, e a Montefalco (PG) per presidiare la Corsa del Bove, una competizione durante la quale alcuni vitelli, imbracati con delle funi, sono condotti in una piazza da alcuni giostratori e costretti ad affrontarsi in una competizione.
Abbiamo manifestato la nostra contrarietà al Palio delle Rane di San Casciano Bagni (SI), alla Festa del Grillo di Firenze e alla Corsa delle Oche di Lacchiarella (MI) e di Isola Dovarese (CR), alle battaglie tra le mucche e ai combattimenti tra capre che si svolgono in molti comuni della Valle d'Aosta, nonché a molte competizioni durante le quali sono impiegati asini e cavalli: tra gli altri, siano stati presenti al Palio Asinorum di Parma che ha avuto luogo domenica 24 settembre, alla corsa dei ciuchi di Impruneta (FI) e di Carmignano (PO), al Palio di Asti e alla Giostra dell'Orso di Pistoia (gara a cavallo).
Ognuna di queste azioni, ha aperto per gli animali un piccolo spiraglio nelle coscienze dei cittadini verso una nuova considerazione del diritto alla non-sofferenza.
Il dialogo che siamo riusciti a stabilire con alcune amministrazioni comunali ha premiato il nostro impegno e ci ha permesso di conseguire importanti successi: diversi comuni tra i quali Firenze, Rufina (FI), Montemignaio (AR), Pelago (FI), Conselice (RA) e Farra di Soligo (TV), Dicomano (FI), hanno sospeso le feste con uso di animali e il comune di Incisa Valdarno (FI) ha sostituito il Palio degli asini con una suggestiva regata di canoe.
L'intima convinzione dell'inammissibilità che nel nuovo millennio si continui, spesso con la benedizione delle autorità ecclesiastiche, a celebrare feste popolari e religiose che infliggono sofferenza e offendono l dignità dei nostri amici non umani, ci ha spinto a rivolgere numerosi appelli al Pontefice, chiedendogli di condannare l'uso di animali per il divertimento dell'uomo.
Anche a nome delle migliaia di cittadini italiani che hanno sottoscritto la nostra richiesta di proibire gli spettacoli con animali, abbiamo sollecitato l'intervento dei Ministeri della Sanità, delle Politiche Agricole e di Grazia e Giustizia, nonché dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, perché si impegnino concretamente a vietare lo svolgimento di manifestazioni che, al riparo dello schermo della tradizione (anche se molte risultano di recente introduzione), sono profondamente diseducative, lesive dell'incolumità psico-fisica degli animali e in contrasto con la nuova formulazione dell'articolo 727 del codice penale. Chi desidera fare cultura, in senso moderno e fondato sull'accresciuta sensibilità sociale, deve organizzare iniziative che non ledano il diritto alla non sofferenza e che abbiano come filo conduttore il rispetto per la vita.”
Mario Giannelli
Mi preme ricordare che di recente è stata emanata una ordinanza ministeriale (vedi allegato) che permette le gare, le competizioni o le manifestazioni con equidi solo seguendo un preciso disciplinare, che dubito sia rispettato per questa neonata pagliacciata poggibonsese. Non me ne vogliano gli organizzatori ma ci sono ben altri modi per divertirsi o per diffondere conoscenza delle tradizioni e del territorio, piuttosto che per introitare dei quattrini; fate altro invece che sfruttare e mettendo a rischio e in ridicolo degli animali, che hanno dei diritti come tutti gli esseri umani.
Mi permetto invece di richiamare l’attenzione delle Autorità di competenza: Sindaco, Prefetto e dirigente della ASL, rammentandogli solo di verificare le normative e le disposizioni vigenti in materia, con la speranza che le normative vengano tutte rispettate come previsto dalla legge, diversamente mi appello al Loro buon senso e capacità di gestione del territorio per far si che si impediscano anche delle illegalità.
Di seguito voglio riportare un comunicato tratto dal sito dell’UNA nazionale che mi auguro i referenti della sezione di Poggibonsi conoscano bene e prendano in considerazione per far si, che si impedisca lo svolgimento di questa ulteriore azione denigrante per gli animali:
“Negli ultimi anni il Movimento UNA e il Coordinamento Nazionale Associazioni Animaliste hanno moltiplicato gli sforzi per impedire lo svolgersi di manifestazioni che contemplano lo sfruttamento di animali.
Dopo la serrata campagna, che ha ottenuto di mobilitare perfino alcuni membri del Parlamento, per salvare dalla sofferenza la colomba di Orvieto, elevata a simbolo di tutti gli animali utilizzati per il divertimento degli uomini, la nostra azione si è rivolta a molte altre feste, sagre e palii durante i quali, in nome della tradizione, si infliggono sofferenze e offese agli animali.
Abbiamo diffidato molti sindaci dal concedere l'autorizzazione allo svolgersi di tali manifestazioni e, dove le gare abbiano avuto luogo, siamo stati presenti e abbiamo presentato denunce per maltrattamento di animali.
Siamo stati a Strozzacapponi (PG) per portare la nostra solidarietà agli animali impiegati nella Corsa dei Galli e siamo stati accolti con una sassaiola, e a Montefalco (PG) per presidiare la Corsa del Bove, una competizione durante la quale alcuni vitelli, imbracati con delle funi, sono condotti in una piazza da alcuni giostratori e costretti ad affrontarsi in una competizione.
Abbiamo manifestato la nostra contrarietà al Palio delle Rane di San Casciano Bagni (SI), alla Festa del Grillo di Firenze e alla Corsa delle Oche di Lacchiarella (MI) e di Isola Dovarese (CR), alle battaglie tra le mucche e ai combattimenti tra capre che si svolgono in molti comuni della Valle d'Aosta, nonché a molte competizioni durante le quali sono impiegati asini e cavalli: tra gli altri, siano stati presenti al Palio Asinorum di Parma che ha avuto luogo domenica 24 settembre, alla corsa dei ciuchi di Impruneta (FI) e di Carmignano (PO), al Palio di Asti e alla Giostra dell'Orso di Pistoia (gara a cavallo).
Ognuna di queste azioni, ha aperto per gli animali un piccolo spiraglio nelle coscienze dei cittadini verso una nuova considerazione del diritto alla non-sofferenza.
Il dialogo che siamo riusciti a stabilire con alcune amministrazioni comunali ha premiato il nostro impegno e ci ha permesso di conseguire importanti successi: diversi comuni tra i quali Firenze, Rufina (FI), Montemignaio (AR), Pelago (FI), Conselice (RA) e Farra di Soligo (TV), Dicomano (FI), hanno sospeso le feste con uso di animali e il comune di Incisa Valdarno (FI) ha sostituito il Palio degli asini con una suggestiva regata di canoe.
L'intima convinzione dell'inammissibilità che nel nuovo millennio si continui, spesso con la benedizione delle autorità ecclesiastiche, a celebrare feste popolari e religiose che infliggono sofferenza e offendono l dignità dei nostri amici non umani, ci ha spinto a rivolgere numerosi appelli al Pontefice, chiedendogli di condannare l'uso di animali per il divertimento dell'uomo.
Anche a nome delle migliaia di cittadini italiani che hanno sottoscritto la nostra richiesta di proibire gli spettacoli con animali, abbiamo sollecitato l'intervento dei Ministeri della Sanità, delle Politiche Agricole e di Grazia e Giustizia, nonché dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, perché si impegnino concretamente a vietare lo svolgimento di manifestazioni che, al riparo dello schermo della tradizione (anche se molte risultano di recente introduzione), sono profondamente diseducative, lesive dell'incolumità psico-fisica degli animali e in contrasto con la nuova formulazione dell'articolo 727 del codice penale. Chi desidera fare cultura, in senso moderno e fondato sull'accresciuta sensibilità sociale, deve organizzare iniziative che non ledano il diritto alla non sofferenza e che abbiano come filo conduttore il rispetto per la vita.”
Mario Giannelli