Lo storico, secondo il Consigliere di Cittadini di Siena, potrebbe dare un prezioso contributo per vincere la sfida di Siena capitale europea della cultura 2019
SIENA. Come è ben noto e come ho avuto occasione di ribadire in una recente intervista televisiva, sono da sempre favorevole alla candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019 ed ho accolto con grande soddisfazione il nostro inserimento nella “short list” delle sei città che si contenderanno questo titolo, assai ambito a giudicare dallo spiegamento di forze messo in campo dalle varie candidate.
Nessuno può disconoscere che il direttore di candidatura Pierluigi Sacco ed i suoi collaboratori abbiano fatto fino ad oggi un buon lavoro cogliendo un risultato molto importante. Dato a Sacco quel che è di Sacco, ora però viene il bello, perché nei prossimi otto mesi ci giochiamo tutto ed è quindi necessario esercitare uno sforzo collettivo eccezionale.
Finora la candidatura, forte di molti appoggi istituzionali, tra i quali, decisivo, quello della regione Toscana, è stata affare di pochi. Se si vuole davvero vincere è indispensabile che diventi l’obiettivo di tutti, se non altro perché la condivisione e l’impegno della comunità di riferimento sarà uno dei principali criteri sui quali verremo giudicati. Da diverso tempo Valentini e Sacco recitano il mantra del coinvolgimento della città nel progetto ed ora si è aggiunto, benvenuto, il neo-assessore alla Cultura Vedovelli. Benissimo, vediamo però di passare dalle parole ai fatti, e prima possibile.
Per poter coinvolgere tutta la Città nel progetto è indispensabile conquistarsi la fiducia di quella larga parte di cittadini oggi diffidenti se non talvolta ostili a causa di un passato, ancora molto prossimo, caratterizzato da preclusioni, clientelismo, opacità, sperpero di pubblico denaro (senza voler ricordare in questa sede il tracollo di Banca e Fondazione). Per cominciare, nell’interesse di tutti, a vincere la giustificata diffidenza di questi cittadini occorrono fatti, gesti di grande valore simbolico. In un bell’intervento del Prof. Sacco pubblicato con grande rilievo dal supplemento culturale del Sole 24Ore qualche tempo fa, si legge che “Sin dal Costituto senese del 1309 i temi della giustizia sociale e dello sviluppo umano si sono intrecciati saldamente con i valori della bellezza e della prosperità”. Sottoscriviamo senza riserve, anzi con entusiasmo: il Costituto, con la sua modernità di “primo esempio di corpo di leggi redatto un lingua volgare affinché tutti i cittadini fossero in grado di comprenderlo” deve essere un pilastro portante di una candidatura fondata sulla straordinaria capacità di Siena “di produrre innovazione sociale attraverso una simbiosi con la produzione di cultura”. E quando si dice Costituto senese, lo sappiamo tutti, si dice Mario Ascheri, un intellettuale di grande valore e di straordinaria freschezza di pensiero, innamorato di Siena.
Cari Valentini, Sacco e Vedovelli, abbiate il coraggio e l’intelligenza di iniziare la “fase due” della candidatura con un gesto di forte significato simbolico che idealmente unisca la Città attorno al vessillo di capitale europea della cultura. Chiamate prima possibile ufficialmente Mario Ascheri, intellettuale scomodo e non allineato, ma profondo conoscitore della civiltà senese, a far parte del Comitato di Candidatura. Non ve ne pentirete.
Nessuno può disconoscere che il direttore di candidatura Pierluigi Sacco ed i suoi collaboratori abbiano fatto fino ad oggi un buon lavoro cogliendo un risultato molto importante. Dato a Sacco quel che è di Sacco, ora però viene il bello, perché nei prossimi otto mesi ci giochiamo tutto ed è quindi necessario esercitare uno sforzo collettivo eccezionale.
Finora la candidatura, forte di molti appoggi istituzionali, tra i quali, decisivo, quello della regione Toscana, è stata affare di pochi. Se si vuole davvero vincere è indispensabile che diventi l’obiettivo di tutti, se non altro perché la condivisione e l’impegno della comunità di riferimento sarà uno dei principali criteri sui quali verremo giudicati. Da diverso tempo Valentini e Sacco recitano il mantra del coinvolgimento della città nel progetto ed ora si è aggiunto, benvenuto, il neo-assessore alla Cultura Vedovelli. Benissimo, vediamo però di passare dalle parole ai fatti, e prima possibile.
Per poter coinvolgere tutta la Città nel progetto è indispensabile conquistarsi la fiducia di quella larga parte di cittadini oggi diffidenti se non talvolta ostili a causa di un passato, ancora molto prossimo, caratterizzato da preclusioni, clientelismo, opacità, sperpero di pubblico denaro (senza voler ricordare in questa sede il tracollo di Banca e Fondazione). Per cominciare, nell’interesse di tutti, a vincere la giustificata diffidenza di questi cittadini occorrono fatti, gesti di grande valore simbolico. In un bell’intervento del Prof. Sacco pubblicato con grande rilievo dal supplemento culturale del Sole 24Ore qualche tempo fa, si legge che “Sin dal Costituto senese del 1309 i temi della giustizia sociale e dello sviluppo umano si sono intrecciati saldamente con i valori della bellezza e della prosperità”. Sottoscriviamo senza riserve, anzi con entusiasmo: il Costituto, con la sua modernità di “primo esempio di corpo di leggi redatto un lingua volgare affinché tutti i cittadini fossero in grado di comprenderlo” deve essere un pilastro portante di una candidatura fondata sulla straordinaria capacità di Siena “di produrre innovazione sociale attraverso una simbiosi con la produzione di cultura”. E quando si dice Costituto senese, lo sappiamo tutti, si dice Mario Ascheri, un intellettuale di grande valore e di straordinaria freschezza di pensiero, innamorato di Siena.
Cari Valentini, Sacco e Vedovelli, abbiate il coraggio e l’intelligenza di iniziare la “fase due” della candidatura con un gesto di forte significato simbolico che idealmente unisca la Città attorno al vessillo di capitale europea della cultura. Chiamate prima possibile ufficialmente Mario Ascheri, intellettuale scomodo e non allineato, ma profondo conoscitore della civiltà senese, a far parte del Comitato di Candidatura. Non ve ne pentirete.
Enrico Tucci