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Il rimbalzo di giovedì ha vita breve a Wall Street con gli indici che si avvitano nel corso dell’ultima giornata di contrattazione e lo S&P500 che si avvicina pericolosamente verso la soglia psicologica dei 3.000 punti.
Ancora una volta il catalizzatore è stata la ripresa del numero dei contagi negli Stati più popolosi ed economicamente più significativi, quali Texas, Florida e California, associato al crollo di Facebook (-8,4%) penalizzata dall’annullamento delle campagne di comunicazione da parte di alcune importanti multinazionali, da Unilever ad Honda fino a Verizon, sul social network.
Lo S&P500 ha perso il 2,4%, appena al di sotto della media a 200 giorni. Calo ancora più marcato, invece, sia per il Nasdaq (-2,6%) che per il Dow Jones (-2,8%) che ha ceduto oltre 700 punti fermandosi poco al di sopra di quota 25.000 punti.
Meno negativo l’andamento del Russell 2000 che scivola di due punti percentuali, mentre il VIX avanza di quasi otto a quota 34,8 punti.
Il mercato azionario è atteso questa settimana alla tenuta di quota 3.000 punti dello S&P500, la cui perforazione al ribasso potrebbe innescare un approfondimento della correzione.
Il Texas ha annunciato che chiuderà dal weekend l’accesso ai bar, seguito nel provvedimento anche dalla Florida, e limiterà quello ai ristoranti.
Tutti gli undici settori dello S&P500 hanno chiuso in rosso con il finanziario (-4,3%) che ha recitato il ruolo di peggiore in seguito alla decisione della Federal Reserve di vietare il pagamento del dividendo e buy backs nel terzo trimestre. Goldman Sachs cede l’8,65% e Wells Fargo il 7,4%.
In difficoltà anche il settore energia (-3,5%), molto volatile nelle ultime sedute in virtù delle oscillazioni del prezzo del petrolio.
L’oro nero scivola venerdì dell’1,4% a 38,2 dollari al barile e del quattro per cento nella settimana.
Positiva ottava, al contrario, per i metalli preziosi sia per l’oro che testa la resistenza a quota 1.800 dollari l’oncia che per l’argento che chiude poco al di sotto dei $18, più volte superati intraday durante la settimana.
Mercato obbligazionario stabile con rendimenti in calo sulla scadenza decennale di tre punti base allo 0,64%.
Infine, dollaro in leggera flessione sulla moneta unica a quota 1,122.
Fonte MarketInsight