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Gli eurolistini proseguono in modesto rialzo, sostenuti anche dall’avvio positivo di Wall Street dove il Nasdaq rimbalza (+2,6%) dopo le vendite di ieri. Ben intonati anche Dow Jones (+0,3%) e S&P500 (+2,1%), mentre nel Vecchio Continente il Ftse Mib avanza dello 0,6% in area 23.800 punti, sostanzialmente in linea con l’Ibex 35 di Madrid (+0,6%), il Dax di Francoforte (+0,5%) e il Cac 40 di Parigi (+0,4%), più arretrato il Ftse 100 di Londra (+0,1%).
Gli ultimi dati macro, insieme alla prospettiva di nuovi stimoli e alla progressiva diffusione dei vaccini hanno alimentato una rotazione settoriale verso i titoli più ciclici, che dovrebbero maggiormente beneficiare della ripresa economica.
In mattinata l’Ocse ha diffuso le stime aggiornate sulla crescita globale, alzando la stima per il 2021 a +5,6% e quella per il 2022 a +4,0%. Per l’eurozona è atteso un +3,9% quest’anno e un +3,8% nel 2022, mentre il Pil dell’Italia dovrebbe crescere del 4,1% nel 2021 e del 4,0% nel 2022.
Al tempo stesso, gli operatori sono preoccupati per eventuali pressioni inflazionistiche derivanti dalla rapida crescita e per l’aumento dei costi di indebitamento a lungo termine e in tal senso guardano con attenzione alle aste di Treasury statunitensi a 3, 10 e 30 anni per complessivi 120 miliardi di dollari, in programma questa settimana.
Tra oggi e domani la Camera statunitense tornerà ad esaminare il piano di stimoli da 1.900 miliardi di dollari già approvato dal Senato, mentre in Europa i riflettori si sposteranno giovedì sulla riunione della Bce.
Dall’agenda macro, inoltre, sono giunti i dati finali sul Pil del quarto trimestre dell’eurozona (-0,7% t/t e -4,9% a/a) e quelli sulla produzione industriale italiana di gennaio (+1% m/m e -2,4% a/a).
Sul Forex, l’euro/dollaro risale a 1,19 mentre il cambio tra biglietto verde e yen viaggia poco mosso a 108,7.
Tra le materie prime invertono la rotta le quotazioni del greggio, con il Brent (-0,4%) a 68,0 dollari e il Wti (-0,7%) a 64,6 dollari.
Rendimenti in calo sull’obbligazionario, con lo spread Btp-Bund in diminuzione a 100 punti base e il tasso sul decennale italiano in area 0,68%.
Tornando a Piazza Affari, fra le aziende più capitalizzate spiccano le performance di Amplifon (+4,7%), Inwit (+3,9%) in un comparto che guarda alla prossima Ipo di Vantage Towers a Francoforte e Prysmian (+2,9%). In rialzo Leonardo (+2,5%) in attesa dei risultati del 2020. In rosso, invece, Tenaris (-3,3%), Unicredit (-2,1%) e Telecom Italia (-2,1%).
Fonte MarketInsight