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Seduta contrastata per i mercati asiatici dopo il rally di Wall Street che ha chiuso il miglior trimestre dal 1998 ignorando i numeri allarmanti legati alla pandemia di Covid-19.
Infatti secondo gli ultimi report i casi registrati hanno superato i 10.500.000 con i decessi saliti a 514.000. A preoccupare sono sopratutto i numeri di Stati Uniti e Brasile, i paesi più colpiti al mondo.
Nonostante la diffusione del virus Wall Street non ha fermato la corsa scommettendo sulla ripresa mentre il dato sulla fiducia dei consumatori ha toccato i 98,1 punti, sopra le attese e la rilevazione precedente.
Dal Giappone arrivano invece dati macroeconomici che evidenziano le difficoltà dell’economia nipponica con l’indice Tankan del secondo trimestre dei grandi produttori manifatturieri crollato a -34 punti dai -8 precenti e l’indice Tankan dei piccoli produttori manifatturieri scivolato a -45 punti dai -15 del primo trimestre.
Registra un’altra contrazione anche l’indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero di giugno a 40,1 punti rispetto ai 37,8 di maggio e al di sotto del consensus.
La Cina invece continua a mostrare numeri in ripresa con l’indice Caixin manifatturiero Pmi di giugno a 51,2 punti rispetto ai 50,7 di maggio e ai 50,5 attesi dagli analisti.
Il rally di Wall Street e la seduta asiatica danno fiducia anche alle quotazioni del greggio con il Brent a +0,92% a 41,65 dollari e il Wti a +1,17% a 39,73 dollari.
Cosi in Cina Shanghai guadagna lo 0,6% mentre Shenzen flette dello 0,1%. Chiusa per festività Hong Kong il giorno dopo l’approvazione da parte del governo cinese della legge sulla sicurezza della regione autonoma.
Negativa la seduta della borsa di Tokio in scia agli ennesimi dati macro deludenti con il Nikkei a -1,1% e il Topix a -1,6%.
Il tutto dopo gli acquisti di Wall Street con il Dow Jones che ha chiuso a +0,85%, l’S&P500 a +1,54% e il Nasdaq a +1,87%.
Fonte MarketInsight