Il governo salva le banche e le banche bloccano il credito
SIENA. Da anni i vari governi fantoccio Amato, Dini, Ciampi, Prodi, Berlusconi sostenuti una volta dalla Lega, l’altra da pseudo intellettuali di sinistra promettono sogni e speranze di modernità e progresso. Chiedono sacrifici in nome dello Sviluppo (chi l’ha visto?), chiedono stabilità e governabilità in nome della competitività. Per chi? In rEaltà hanno solo e sempre favorito le banche:
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Hanno smantellato lo stato sociale ed i servizi pubblici in nome delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni;
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hanno smantellato l’unica vera forza degli italiani, la Costituzione antifascista ed antirazzista;
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Hanno svuotato di contenuto la politica ed il sindacato.
La regione Toscana ha inseguito il neoliberismo privatizzando l’acqua ed aziendalizzato la sanità prima degli altri. Via gli ospedali per far posto ai Monoblocchi, via le USL ed i consorzi pubblici per far posto ai manager ed ai dirigenti super pagati. Risultato: sono sempre e solo i lavoratori a pagare per tutti.
La A.USL (ormai azienda a tutti gli effetti) non paga le fatture da oltre un anno e la Società della Salute avallata dai Sindaci sempre più burocrati e podestà della nostra Provincia si è allineata alla moda del momento: fermare i pagamenti perché le banche non fanno credito. Vergogna. Ma come? Il Professore della Bocconi prende i soldi ai cittadini per salvare le banche e le banche bloccano i finanziamenti alle aziende per pagare gli stipendi?
Recita un comunicato del 13/12/2012 inviato ai soci ed ai dipendenti della coperativa sociale onlus La Rondine: “sono note le difficoltà del sistema bancario di far credito alle aziende ed è altrettanto noto il persistere di ritardi cronici da parte degli Enti Pubblici quali ASL e Società della Salute, pertanto non siamo nelle condizioni di pagare la tredicesima ai lavoratori”! Sarebbe interessante sapere se i Dirigenti, i Manager ed i Super Politici avranno la tredicesima!
Da giorni invitiamo, sollecitiamo, chiediamo che Regione, Provincia e Comuni decretino lo Stato di emergenza per affrontare la situazione straordinaria derivata dal fallimento delle politiche degli anni 90. Non è importante ammettetere che il sistema capitalista basato sul liberismo e sulla finanza a guida dell’economia ha portato solo sacrifici per i lavoratori e per i deboli e che occorre ritornare al potenziamento del sistema pubblico fino a statalizzare le banche se vogliamo uscirne, capiamo che sarebbe una ulteriore sconfitta, per voi! E’ solo i coraggiosi ammetono gli sbagli.
Ma quanta gente deve andare a casa, quanti lavoratori devono fare le feste senza tredicesima o addirittura senza stipendio, per cominciare a muovervi? Sarà il caso che questi Dirigenti superpagati, questi Assessori di grande vedute, questi General Manager e politici che ci hanno guidato verso il baratro, cominciassero a prendere provvedimenti?! Ma come è possibile che uno Stato con una ricchezza accumulata 8 volte maggiore del reddito, si possa adagiare solo sul fatto che la colpa è del Patto di Stabilità e del Debito Pubblico? Ma come si fa a parlare di fallimento con 8.000 miliardi di euro accumulati nelle banche e milioni di persone che hanno un reddito netto superiore a 50.000,00 euro l’anno e pensioni che superano perfino i 30.000 euro al mese?
Antonio Falcone (Consigliere PRC Provincia di Siena)