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SIENA. Da Siena Pirata riceviamo e pubblichiamo.
“Sulla vicenda della Beko di Siena, che vede in bilico il futuro per 299 lavoratori, la politica locale, regionale e nazionale sta offrendo un pessimo spettacolo che ne sottolinea ancora una volta – se mai ce ne fosse stato bisogno – la distanza siderale con la società reale.
In questi mesi in cui i lavoratori della Beko hanno avviato una lotta ad oltranza per difendere il loro futuro, gli sciacalli in giacca e cravatta hanno fatto regolare comparsa intorno alla fabbrica e ai dipendenti, stringendo mani, elargendo sorrisi e gratuite promesse.
Davanti alla constatazione che molte delle promesse rischiano di essere vane, scontrandosi in modo evidente con la realtà di una situazione resa insostenibile da scelte politiche, che si protraggono da anni – di cui ovviamente nessuna forza politica vuole prendersi le responsabilità -, sembra sia iniziata la tristissima e avvilente gara del “io son più bravo di te” tra destra e sinistra, la cui differenza a noi pare giusto nelle sigle.
Del resto, lo abbiamo visto sin dall’inizio come la vicenda della Beko di Siena, al pari di molte altre situazioni di crisi che negli anni hanno impoverito il tessuto economico senese, sia stata nuovamente sfruttata come occasione di campagna elettorale per personaggi politici più o meno conosciuti, interessati soprattutto alla loro (ricca) poltrona che alle sorti delle 299 persone.
Se la Politica vuole far sentire vera vicinanza ai lavoratori, al di là delle gratuite promesse e chiacchiere, che si adoperi su garanzie reali e sulla ricostruzione di un tessuto economico ed imprenditoriale capace di garantire un futuro a tutti quei senesi che hanno o rischiano di perdere il lavoro. Ad esempio, iniziando a capire perché a Siena non si riescono ad avviare realtà capaci di offrire almeno 100 posti di lavoro, il cui “simbolo” svetta lì, incompiuto, in fondo a Via Massetana Romana”.