Alessandro Toccafondi interrogato dal magistrato del Titano
di Red
SIENA. Alessandro Toccafondi, ex numero due dell’Area Finanza di MPS, è stato interrogato dal commissario della legge Simon Luca Morsiani, “per fornire ampie spiegazioni”, come sottolinea il suo legale Filippo Cocco, che lo difende insieme al collega Alessandro Diddi, al Tribunale di San Marino. Toccafond – che si dichiara estraneo ai fatti contestati – nella Repubblica del Titano è indagato per riciclaggio, mentre in Italia deve rispondere di presunta associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta sul gruppo di manager Montepaschi che avrebbe tratto profitti illeciti dalle commissioni sulle operazioni di finanza derivata e strutturata. Il 6 febbraio di quest’anno la Guardia di Finanza aveva effettuato sequestri di contanti depositati su vari conti per 40 milioni di euro. I due principali, di 19 e oltre 7 milioni di euro, sono intestati a Gianluca Baldassarri e ad Alessandro Toccafondi. I due, all’epoca dell’operazione perfezionata tra il 2008 e il 2009, erano rispettivamente l’ex capo area finanza di MPS e il suo vice. Altri 12 milioni apparterrebbero a tre broker che non hanno mai fatto parte della banca senese: Fabrizio Cerasani, David Ionni e Luca Borrone.
A San Marino risultano sotto sequestro fondi per 1 milione e 700 mila euro, depositati da Toccafondi in banche della Repubblica sotto forma di rimpatrio giuridico, somme cioè oggetto di scudo fiscale ma non trasferite materialmente in Italia. L’avvocato Cocco ha dichiarato che “I soldi scudati non hanno nulla a che vedere con le accuse che gli vengono mosse da Siena. Sono soldi suoi, frutto della sua attività di trading”. L’ex dirigente di Area Finanza avrebbe quindi spiegato al commissario Morsiani le modalità con le quali ha reperito e scudato la somma di denaro. E’ stato precisato che non è stata inoltrata alcuna richiesta di dissequestro sia in Italia (10 milioni di euro), sia a San Marino. Il legale ha confermato: “Oggi abbiamo dato ampie spiegazioni, diamo tempo alla magistratura di fare tutti i riscontri necessari. Noi confidiamo che si possa arrivare all’archiviazione della sua posizione e quindi al conseguente dissequestro della somma. Lo stesso profilo abbiamo tenuto con i magistrati italiani”. Secondo le accuse che gli vengono mosse dagli inquirenti italiani Toccafondi avrebbe scudato le presunte tangenti emerse attraverso l’inchiesta di Siena. Per il diretto interessato invece non si è mai occupato di derivati, ma la sua professione è sempre stata nel ramo del trading.
Rimane sempre il dubbio che quelli “scoperti” dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza nei conti riconducibili ai due ex dirigenti Montepaschi siano solo la parte del maltolto messa apposta per sviare le indagini da malloppi più consistenti, o che materialmente non erano stati ancora in grado di… sparire. In fin dei conti dall’allontanamento di Baldassarri da Rocca Salimbeni (inizi marzo 2012) al suo arresto (14 febbraio 2013) sono passati ben undici mesi e non pochi giorni; dimissioni non del tutto spontanee, si scrisse, che fruttarono 800mila euro di buonuscita; tuttavia, il manager ha aspettato fino all’ultimo momento per “tentare la fuga a Londra”, come hanno detto i magistrati che ne hanno richiesto il fermo.