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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Legge regionale sugli agriturismi: le ferme critiche di Confcommercio

SIENA. "La nuova legge regionale sulla disciplina delle attività agrituristiche che la Regione si sta apprestando a varare rappresenta il punto più basso dell'attività legislativa di questo mandato" Così scrive in una nota stampa Confcommercio Siena, che prosegue "Non ci può essere infatti altro giudizio nei confronti di un provvedimento che legalizza di fatto l'esistenza di due realtà di imprese turistiche: da un lato le vere imprese turistiche (alberghi, ristoranti, ecc.) che hanno costituito negli anni l'asse portante del Sistema Turismo in Italia e in Toscana; dall'altro gli agriturismi nati come sostegno complementare all'attività agricola ma che, grazie alla nuova legge, divengono imprese che possono svolgere qualunque tipo di attività ricettiva, di somministrazione e anche di tour operator, senza sottostare agli obblighi che la stessa Regione impone normativamente alle attività turistiche".

"Dov'e' la ratio di questa scelta? – si domandano i rappresentanti dell'associaizone di categoria – Non certo nella qualità, non certo nella tutela del consumatore, sicuramente non nel principio della libertà d’impresa, a meno che ciò non si voglia dire libertà di fare quello che si vuole per alcuni a scapito di vincoli e obblighi imposti ad altri".

"Lo scorso anno – ricorda Confcommercio – la Regione Toscana ha modificato la normativa sulla classificazione delle strutture alberghiere, introducendo dei criteri più rigidi che non trovano riscontro né in altre regioni ne tantomeno nelle legislazioni di altri stati europei. Ora si vuole completare l'opera concedendo a un settore che in Toscana ha avuto uno sviluppo abnorme, di godere di una sorta d’immunità per svolgere attività che legittime imprese possono effettuare solo nel rispetto di requisiti dimensionali, qualitativi, amministrativi e fiscali severi e onerosi. Sarebbe ora che la Regione facesse meno spot e affrontasse più consapevolmente i problemi di un settore che pur nella crisi garantisce (a oggi) una buona tenuta occupazionale. In ultimo una considerazione sul promotore dell'iniziativa ovvero il governatore uscente Martini, nella sua veste anche di assessore all'Agricoltura. A quale calcolo politico risponde quest’iniziativa? Non lo comprendiamo e forse non c'e' nessun calcolo. Ma i governatori passano e la Regione resta, così come restano le imprese e i cittadini. Qualcuno rischia di pagare un prezzo alto per questa bella pensata".

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