La Lega Nord "cambia cavallo" e sostiene Nannini. Bellandi & co. potrebbero lasciare Ceccuzzi
di Raffaella Zelia Ruscitto
SIENA. “Pensavo fosse amore… invece era un calesse!”. Cedo nuovamente alla mia passione per il cinema. Inevitabilmente, direi. E’, infatti, inevitabile pensare alla trama di un film mentre si sta a guardare, dalla finestra, la movimentata vita politica senese in previsione delle prossime elezioni. E mi viene in mente questa celebre frase del compianto Troisi pensando alle “rotture” (o ai calessi) consumate in queste ore.
In passato c’erano amori sbocciati tra schieramenti politici, pacche sulle spalle, grandi storie segnate da dichiarazioni di impegno fedele che facevano presagire la “difesa a oltranza” della relazione, la solidità del rapporto… A dispetto di tutti, come in una trama avvincente di stampo shekspeariano.
In questo contesto si erano formati gli schieramenti, erano stati ufficializzati i candidati. Si restava in attesa degli ultimi nomi – quello del Movimento 5 stelle, per esempio – per cominciare a tirare le somme.
Invece, proprio come in un film, la storia si è complicata proprio quando sembrava chiara e “liscia”.
In questi giorni è accaduto di tutto un po’ da tutte le parti.
A partire dalla coalizione del quasi sindaco Franco Ceccuzzi.
Sarà per le tensioni vissute in queste ultime settimane; per la “cattiva sorpresa” del candidato sindaco Laura Vigni (che potrebbe accaparrarsi i voti degli elettori di sinistra “duri e puri”); per la “sfiga” di avere un ruolo da protagonista in un momento critico per Siena (a partire dagli indagati all’Università a finire a quelli in Provincia, passando per Ampugnano); per la necessità di mettere insieme personalità diverse tra loro ma tutte pronte a “vendere cara la pelle dell’orso”… ma Ceccuzzi appare in costante affanno.
I suoi quasi assessori Iantorno e Cannamela pare abbiano dichiarato di non gradire la presenza dei membri di “Per Siena” nella coalizione. Questi non sarebbero il nuovo che avanza. Il vice sindaco Marzucchi, invece, si.
Quelli di Per Siena pare non abbiano gradito. E come dargli torto. Bellandi e compagnia si sono un tantino offesi e, addirittura, si vocifera che stiano operando per presentare una propria lista.
Insomma, il quasi sindaco, dopo aver perso qualche pezzo del Sel, qualche pezzo dell’Idv, perde anche qualche pezzo dei Riformisti. Non si può certo dire che, dove arriva lui, regna l’armonia!
Dall’altra parte le cose vanno in modo diametralmente opposto ma altrettanto sorprendente.
Dopo un divorzio sul campo durato mesi; dopo che sono volate parole pesanti da ambo i fronti, Popolo delle Libertà e Lega Nord pare abbiano sancito la loro ri-unione sotto il nome e con la benedizione di Alessandro Nannini.
Un vero colpo di scena. Loretana Battistini, che davamo per vincente nella bagarre politica in seno al centrodestra, è caduta sotto i colpi di una contratazione politica sull’asse Roma-Firenze.
Da donna di carattere non ha “fatto una piega” e sembra che in queste ore stia valutando l’ipotesi di dare vita ad una sua lista personale. Di appoggio ad un candidato “di area”.
Il vero perdente della situazione, al momento, appare il Carroccio. Dopo aver mostrato i muscoli e aver perso qualche pezzo il segretario provinciale Francesco Giusti è stato visto a pranzo con il candidato Nannini. Il “no” assoluto tante volte affermato gli è morto sulle labbra.
Ubi major, mino cessat. Addio Loretana, viva Alessandro.
La coalizione Per Corradi Sindaco ha scaldato le macchine. Incontri, promozione, botta e risposta con gli altri schieramenti in campo. Voci attendibili e vicine al candidato sindaco parlano di continui tavoli di confronto tra leader: i tre che giocano in attacco – Corradi, Martelli, Piccini – sono insomma solo la punta dell’iceberg, una regia che coordina un gruppo di politici e non. Un lavoro estenuante che, nei prossimi giorni, promettono, darà i primi frutti. E noi siamo qui ad aspettare.
Laura Vigni continua a seminare successi. Le sue uscite hanno trovato un’accoglienza ed un’atmosfera estremamente positiva. L’unica donna in campo – a questo punto – comincia a mostrare una forza che, fino a qualche giorno fa, pareva nessuno le volesse accordare. Le sue “parole di sinistra” sono arrivate a toccare il cuore dei “nostalgici” della falce e martello. E non solo. Anche di quelli che, sebbene non di estrema sinistra, non si trovano a “capire” il linguaggio del nuovo e rampante Sel. E neppure della poco rifondante Rifondazione Comunista.
Un’ultima “notizia”. O meglio, una osservazione di servizio.
Circolano in rete – e da lì sulle bocche delle persone – una serie di sondaggi alla Berlusconi che lasciano, se non perplessi, confusi.
Chi parla di un quasi sindaco al 58 per cento – ma anche al 56 per cento, ma anche al 40 per cento, ma anche al 28 per cento – e di un rivale Nannini al 26 per cento – ma anche 24 per cento, ma anche 15 per cento – e di un Corradi all’8 per cento – ma anche all’11 per cento, ma anche al 29 per cento. Abbiamo cercato una qualche conferma sul sito ad hoc della Presidenza del Consiglio http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/ quello che riporta tutti i sondaggi elettorali certificati e quindi validi.
C’è Milano, Bologna, Lanciano in provincia di Chieti, Gubbio… ma di Siena neppure l’ombra.
Da dove arrivano tutti questi numeri? Dalla fantasia di qualche simpatico preveggente? O dalla voglia di “partecipare”?
E soprattutto, osservando questa moda dei sondaggi ci domandiamo: ma esiste davvero qualcuno che si lascia impressionare da un sondaggio? E come? Sviluppando ed incentivando lo spirito della pecora (voto come votano gli altri) o quello del salmone (voto contro tutti)? Una domanda che non trova una risposta. E che forse neppure la merita.