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di Paola Dei
VENEZIA. Una eccellente regia quella di Alessandro Gassmann ne Il silenzio grande, alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia 2021 nella sezione Le giornate degli autori. Adattamento cinematografico della pièce teatrale di Maurizio De Giovanni, che, insieme ad Andrea Ozza e allo stesso Gassmann ha firmato anche la sceneggiatura.
Con uno strepitoso Massimiliano Gallo, una credibilissima Margherita Buy, una perfetta Marina Confalone e con Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti, Roberto De Francesco, il film uscirà nelle sale cinematografiche il 16 settembre distribuito da Vision Distribution.
Un’opera profonda, raccontata con leggerezza, con grande capacità introspettiva e con una regia decisamente coinvolgente.
La storia è ambientata a Napoli, negli anni 30, all’interno di una abitazione di prestigio con vista su Capri; Villa Primic, che viene messa in vendita da una famiglia disfunzionale, in cui ciascuno dei membri sembra avere esigenze diverse fra conflitti, equivoci, confronti e una comunicazione dove si alternano detti e non detti in mezzo a ombre e luci delle varie stanze, con le quali gioca il regista, regalandoci una perfetta sintonia fra forma e contenuto e con un finale assolutamente imprevedibile e affascinante.
Le ombre sembrano rappresentare la solitudine, il tormento interiore dell’essere umano alla ricerca di un senso e si fondono alle ombre emanate dagli oggetti della abitazione, mentre le luci in certi momenti aderiscono ai corpi dei vari personaggi e quasi li scolpiscono, come se ci venisse mostrata la loro essenza interiore.
Un racconto che fa riflettere sul rapporto genitori-figli, su quello fra marito e moglie ma anche su quello fra i proprietari e la domestica, interpretata da Marina Confalone, definita dallo stesso regista, la migliore attrice napoletana vivente.
Spesso siamo presi da impegni e problematiche che ci portano a dare per scontato l’amore delle persone che ci vivono accanto. Vorremo tornare indietro, avere la possibilità di confrontarci anche con chi non c’é più, ma tutto questo non sempre è possibile. Nel film di Gassmann bastano pochi minuti, pochi secondi per ribaltare improvvisamente la prospettiva, per farci comprendere indizi celati con sapienza fin dalle prime scene; un guizzo geniale di regia che riesce senza dubbio a rendere indimenticabile questo film.
Pieni di assenza o vuoti di presenza dove il regista segue i suoi personaggi senza giudicarli. Lo stesso é avvenuto durante la lavorazione del film. Il regista stesso ha infatti spiegato di aver lasciato ai protagonisti la possibilità di muoversi dentro alle stanze della Villa per cercare la loro collocazione e di averli soltanto seguiti.
Tutto il film é girato in interni tranne una scena dentro di un taxi.
“Questo film è una carezza – ha dichiarato ad Adnkronos Alessandro Gassmann alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia- con personaggi che hai voglia di abbracciare, soprattutto ora che non possiamo farlo fisicamente”. “La nostra società oggi é piena di odio, non ci si ascolta. É una società dove non viene data la possibilità del silenzio…. Porre il film in un’epoca in cui non si urlava mi é sembrato interessante…, perché il silenzio, che può fare anche paura per alcuni versi, in questo caso é un silenzio salvifico perché porta queste persone che si amano molto, a sentire davvero come stanno”.
Ho visto Alessandro Gassmann al Teatro dei Rinnovati quando con il padre interpretava Affabulazione di Pier Paolo Pasolini. Aveva compiuto da poco 20 anni e già si riusciva a cogliere il talento e la sensibilità in una recitazione indubbiamente non facile e nel confronto con un attore della portata di Vittorio Gassman, oltretutto padre. Eppure Alessandro riuscì ad esserci con i gesti, con i movimenti del volto, con la voce. Un indubbio talento dimostrato fin da allora con prove attoriali di ogni genere e con regie impeccabili, fra cui Il Premio del 2017 interpretato dal grande Gigi Proietti, che ci manca non poco in questo difficile momento storico. Con questa opera Gassmann fa l’en plein e, se ci fossero stati dubbi, li ha sfatati tutti. Il suo è decisamente nella top ten dei film più apprezzati e apprezzabili di questa 78^ Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.