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di Paola Dei
ENEZIA. È dedicato a Paolo Sorrentino il secondo giorno della 78 Mostra d’Arte cinematografica di Venezia. Il regista partenopeo presenta in Concorso la sua ultima opera:”È stata la mano di Dio”. Un film autobiografico dove il regista esplora il suo legame con la città di Napoli e il suo amore per Maradona. Con Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Marion Joubert, Luisa Ranieri, Renato Carpentieri, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Biagio Manna, Ciro Capano, Enzo Decaro, Lino Musella, Sofia Gershevich, Carmen Pom Ella, Rossella Di Lucca, Antonio Speranza, Labomir Misak, Charish Guines, Alfonso Perugini e con la sceneggiatura di Paolo Sorrentino, la fotografia di Daria D’Antonio, le musiche di Lele Marchitelli, la scenografia di Carmine Guarino, il montaggio di Cristiano Travaglioli, i costumi di Mariano Tufano, gli effetti di Rodolfo Migliari, Pasquale Catalano, Fabio Traversari, il suono di Emanuele Cecere, Silvia Moraes, Mirko Perri, distribuito su Netflix.
Sorrentino non si smentisce e porta in Laguna un film ricco di sostanza, memorie, ricordi e, fra realtà e fantasia, racconta la sua storia di diciassettenne nella seconda metà degli anni 80. Lo fa con grande coraggio e con raffinata ed insuperabile ironia dedicando una meravigliosa lettera d’amore alla sua città, all’idolo del calcio e al cinema. Un Amarcord partenopeo dove lo spirito della città emerge fra le imprecazioni di Antonio Capuano, i goal di Diego Armando Maradona e il VHS di “C’era una volta in America”.
Fellini sostena che:” Il cinema è il modo più diretto per entrare in competizione con Dio”, ma anche il ruolo che El pibe de oro ha avuto nella storia di Paolo Sorrentino, salvandogli la vita, non è da meno. “È stato lui che ti ha salvato. È stata la mano di Dio”.
Napoli é una città dai mille colori, come recita la canzone del grande Pino Daniele e Sorrentino ce la restituisce con tutte le sue sfumature.
“ nessuno inganna il proprio fallimento e nisciuno se ne va mai veramente da questa cittá…che te ne vai a fa a stu cazzo e Roma? in questa città ci stanno tante cose da raccontare… ‘a tiene coccosa ‘a raccontare” .
Già solo questa frase pronunciata da Ciro Capano nei panni di Antonio Capuano a Filippo Scotti, ci permette di entrare in quella napoletanità che si esprime anche nella sequenza iniziale dove Enzo De Caro nei panni di San Gennaro in Rools Royce carica la stupenda Luisa Ranieri. I ricordi si intrecciano con il sogno ed è decisamente stupendo lasciarsi trasportare e travolgere da questo Amarcord dove danzano motti di spirito e battute irriverenti e godersi ogni minuto del film senza cercare per forza ulteriori significati e significanti fra risate, drammi e l’autentica capacità di raccontare una elaborazione di lutto senza pruderie o falsi sentimentalismi.
“Il cinema non serve a niente. Però ti distrae. E allora il giornalista gli deve aver chiesto:”Distrae da cosa.” e Fellini gli ha riposto:”Distrae dalla realtà, che non è mai troppo soddisfacente”.
Magistrale l’interpretazione di Tony Servillo ma anche quella di Filippo Scotti in un film cotale dove ogni interprete contribuisce alla riuscita finale.
In mezzo ad alcuni Festival del cinema inutili, che evocano il libro di Milan Kundera, “La Festa dell’insignificanza”, nei quali il pieno di esteriorità non corrisponde ad una ricchezza di sostanza interiore, la Mostra del cinema di Venezia non smentisce invece la sua ricchezza di contenuti e le scelte assolutamente coerenti e innovative nelle quali il filo conduttore è sempre quello del grande cinema.
Ieri è stato anche il giorno di “Cuntami” di Giovanna Taviani, figlia di Vittorio Taviani, in Concorso a Le giornate degli autori co-prodotto da Rai Cinema. Il film, come spiega la regista stessa,”non segue la strada del classico documentario didascalico ma quella del road movie di scoperta scandito da un coro polifonico di voci, nel quale si uniscono tanti “cunti”. Il docu-film fa emergere in figura la personalità di Mimmo Cuticchio, primo e unico “centista e puparo vivente” che unisce la Nouvelle vague di narratori orlai siciliani, impegnati a raccontare la grande letteratura da Ulisse a Orlando. Ma anche testimoni di impegno civile contro la mafia.