Uniti per Siena parla anche di distribuzione delle merci in centro, sosta a pagamento e Aru
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SIENA. Ancora si parla della metropolitana leggera con la Val d’Arbia e le Crete? Ma non ci avevano “dilettato” anche troppo di questo progetto? E come giustamente si ricorderanno tutti nel lontano 2006, quando venne proposta, si pensava che la Fondazione finanziasse una buona fetta dei costi da sostenere, ma ora? Ha veramente senso fare un progetto, che avrà sicuramente un costo per l’intera comunità, senza sapere dove trovare i fondi o magari ha più senso vedere prima se si possono trovare i fondi per finanziarlo, e a quel punto fare il progetto?
Sulla distribuzione delle merci “sostenibile” nel Centro storico siamo sempre alla fase dei progetti? Ma non ne parliamo dall’epoca di Ceccuzzi (2011)? Ben venga l’interesse dell’università su questa cosa ma forse sarebbe bene sentire anche chi delle merci ha bisogno, vale a dire i commercianti che ancora stoicamente resistono in centro, per evitare magari di fare come è stato fatto per la tanto decantata “Y storica”.
Cosa vuol dire “l’Amministrazione vuole poi pianificare il sistema della sosta a pagamento su strada della Città”? Si vuole ancora fare cassa alle spalle di cittadini e commercianti? O è un modo diverso per rimpinguare le casse della Siena Parcheggi?
Infine, l’espansione delle Aru, come previsto dal progetto del 2006. Tornerà di moda l’Aru in San Prospero, quella in Fontebranda e quella fuori Porta Pispini? Vogliono un centro storico a misura di residente o una città murata desertificata? Ci delizieranno con la pagliacciata del referendum prima dell’istituzione dell’Aru, referendum che però non si può fare perché ancora non è stato né redatto né discusso né approvato il relativo regolamento?