Siena Pirata fa il quadro ipotetico di una famiglia in arrrivo ad Ampugnano

SIENA. A Siena si sta affacciando una nuova figura mitologica: “gli altospendenti”. Una volta si chiamavano “ricchi” o, per coloro che mostravano sobrietà, più banalmente “benestanti”. Gli altospendenti però sono una nuova categoria: persone con grandi capitali a disposizione disposte a spendere molto nella loro permanenza a Siena. “Altospendenti”, appunto.
In un interessante sforzo di immaginazione, quindi, proviamo ad immaginare una famiglia “altospendente” che atterra, con il suo jet privato, nell’ameno aeroporto di Ampugnano, immerso nella ridente campagna sovicillina. Dopo il touchdown sulla pista, il jet prosegue nella fase di taxiing verso il gate. Il rullaggio è veloce, l’aeroporto è piccolo, le distanze brevi. Dalla scaletta ecco scendere la signora “altospendente”, con al seguito i due bimbi “altospendenti” e per ultimo il marito “altospendente”, tutti perfettamente vestiti con abiti firmati e quell’immancabile aura di successo e potere che ammalia il popolino “bassospendente”.
Ad attenderli il minivan nero lucido splendente di un NCC (a proposito, ci saranno NCC senesi/sovicillini oppure solo provenienti da comuni del fiorentino?), che dopo aver caricato la famiglia “altospendente” e relativo bagaglio, inizia la sua avventura lungo la stretta stradina che collega l’Aeroporto di Ampugnano al mondo civilizzato, nella speranza di non incrociare altri veicoli né trattori che ne possano rallentare la corsa verso la struttura turistica designata. Dopo un km circa, il minivan nero si immette sulla SP105 e poi, subito dopo, sulla SP73bis “Massetana” direzione Siena. E’ una bella giornata di sole e la famiglia altospendente, dietro i vetri fumé del minivan, si gode la vista sulla campagna toscana, mentre il minivan si incolonna alla lunga fila di auto, dietro un trattore che procede a 30km/h. Il traffico della mattina non consente sorpassi e così anche la famiglia “altospendente” si trova incolonnata insieme ai “bassospendenti”, nella speranza che il mezzo agricolo liberi la strada il prima possibile.
Lasciamo ai lettori il prosieguo della storia, frutto ovviamente solo della nostra sfrenata fantasia piratesca. Che forse neanche tanto, considerando il contesto infrastrutturale in cui l’Aeroporto di Ampugnano è inserito: aspetti di cui nessuno sembra preoccuparsene, ma che crediamo debbano entrare a pieno titolo nel dibattito in corso.
Tanto per dirne una, che ne facciamo della SP73bis “Massetana”? Una strada stretta, altamente trafficata, già adesso inadeguata e pericolosa, teatro di numerosi incidenti stradali (anche mortali). Sarà raddoppiata? Sarà adeguata? Ad oggi, non è dato sapere. Frettolosamente, qualcuno ha detto che “ci sarà da adeguare anche le strade”: quali? Come? Con quali fondi e con quali tempistiche? Tanto per ricordarne una, la Siena-Grosseto attende da oltre 40 anni un raddoppio ancora non completato.
Perché, concludiamo, anche la clientela “altospendente” ha le sue esigenze. Esigenze “altospendenti”, appunto. Siena è all’altezza di queste aspettative?