La mente che manca a Siena
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di Augusto Mattioli
SIENA. Le dimissioni di Padoan da parlamentare per diventare presidente di Unicredit. Letta candidato del Pd. La Fondazione Mps che conclude una transazione con Mps di 150 milioni, rispetto ai 3,8 miliardi chiesti decisamente non prporzionati all’entità di questo contenzioso. La notizia dell’apertura della trattativa tra Mef e Unicredit su Mps.
Quattro elementi sospetti che il centrodestra collega insieme per attaccare, in chiave elettorale, il Pd. C’è una mente sopraffina dalle parti del Pd e di quei poteri forti che condizionerebbero questa storia? E dove si trova questa mente sopraffina? Una mente che avrebbe, lo diciamo al condizionale, intanto candidato Pier Carlo Padoan poi eletto, nel seggio senese? Una mente che avrebbe brigato perché Letta, richiamato da Parigi in tutta fretta per affidargli la segreteria del litigioso Pd e poi candidarlo alla Camera nel seggio di Padoan passato a Unicredit che ora guarda con interesse al Monte? Una mente che magari potrebbe avere convinto la Fondazione Mps ad accettare i 150 milioni di transazione invece di impelagarsi una lunga causa da 3,8 miliardi, che – se fossero stati pagati – avrebbero appesantito ancora di più la situazione di Mps? Una mente quindi che ha favorito e lavorato per l’apertura della trattativa tra Mef e Unicredit?
Mi domando e domando a chi legge se in tutti questi interrogativi c’è davvero un filo che li unisce, un collegamento che permette al centrodestra di avere modo di fare la sua campagna elettorale. Se la mente sopraffina che avrebbe architettato tutto c’è, purtroppo non è certo a Siena. Della sua intelligenza, furbizia o astuzia la città avrebbe un gran bisogno.