La diatriba Robur ed i ruoli da rispettare

di Augusto Mattioli
SIENA. Che la vicenda Siena calcio sia un gran bordello e fonte di tensioni in città non c’è alcun dubbio. Come non c’è dubbio che sia tutta una questione di quattrini. Bella scoperta, diranno in tanti. Ma è sempre bene ricordarlo. Una vicenda sulla quale è possibile che anche la magistratura senese potrebbe mettere il naso. Ponte, Durio e contorno stanno combattendo sulla povera pelle del Siena calcio e non si sa come finirà. Se anche ci sarà un accordo, tutto quello che è successo nelle ultime settimane avrà delle ripercussioni, non si sa di che entità, sulle attività della società. Ma c’è anche una cosa che bisogna dire. In futuro i dirigenti facciano il loro mestiere e i tifosi facciano i tifosi. Senza voler condizionare in maniera pesante le scelte della società. Che se non garbano si contestino anche in maniera dura. E soprattutto senza prendere parte per una dirigenza o per un’altra, come è accaduto in occasione dell’arrivo a Siena della dirigenza Ponte. Se si vuole fare politica societaria si mettano soldi uno sopra l’altro e si diventi socio. Insomma ad ognuno il suo ruolo preciso.