Presentata la sintesi del progetto di candidatura
Uno degli aspetti centrali del progetto definitivo che Siena presenterà alla giuria sarà quello della formazione, al fine di disporre di un bacino di competenze ampio e differenziato, indispensabile per realizzare progetti su larga scala, complessi e capaci di coinvolgere più paesi europei, che siano realizzabili simultaneamente.
Se Siena riceverà il titolo di Capitale Europea della Cultura, nel cammino che la separa dal 2019, in particolare nel 2016 e nel 2017, verrà avviato un grande cantiere formativo che offrirà a tutti i cittadini senesi, soprattutto ai giovani, un percorso di crescita coinvolgente e stimolante che permetta di vivere l’anno della Capitale da protagonisti e non da spettatori passivi.
“Sarà soprattutto questo il lascito della Capitale verso il territorio>>, afferma il Sindaco di Siena Bruno Valentini, <<una nuova grande infrastruttura intangibile fatta di competenze che saranno la base per costruire un nuovo modello di sviluppo basato sulla cultura e sulla creatività e una futura classe dirigente che ‘pensi europeo’ e sappia riconoscere nell’Europa il proprio riferimento naturale per la costruzione di relazioni economiche, culturali e sociali. Come ha già ricordato il professor Pierluigi Sacco, abbiamo una grande occasione davanti per fare rete, per mobilitare le tante energie positive di questa città e per realizzare un modello di crescita fondato sulla cultura e la creatività. Ora, progetti innovativi e competenze, queste le parole d’ordine per i mesi di lavoro che ci aspettano”.
Il progetto per la Capitale Europea della Cultura rappresenta un possibile momento di svolta della città, ma non una negazione della sua storia e della sua identità. Come è accaduto nella prima fase, verranno infatti coinvolte e valorizzate tutte le risorse della città come le due Università, le Contrade, le Accademie e le Istituzioni e le associazioni culturali del territorio. Questo permetterà inoltre di offrire nuovi spazi e opportunità alla scena culturale indipendente, al mondo delle culture giovanili, al multiculturalismo, alle problematiche della disabilità e del disagio sociale.
“Il progetto deve essere messo in atto subito – sottolinea l’assessore alla cultura Massimo Vedovelli- così da costruire immediatamente le condizioni di un nuovo modello di crescita, coinvolgendo tutto il territorio in un percorso virtuoso che rappresenta una grande opportunità per la nostra comunità”. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche alcuni componenti della delegazione che si è recata a Roma all’audizione presso il Ministero: Angelo Romagnoli si è concentrato sulla parte artistica, Miriam Grottanelli de Santi sull’importanza dell’interdisciplinarietà nel progetto senese, mentre Simone Borghesi ha illustrato la parte economica.
Come è già accaduto molte volte nella storia di Siena, in un momento di grande difficoltà la città prova a ripartire, a mettere in campo le sue energie migliori e a ricostruirsi. “E’ un obiettivo ambizioso – conclude Valentini – ma alla portata di una comunità che sta abbracciando con sempre maggiore convinzione questa sfida e che sa come vincere anche nelle condizioni più difficili”.
SINTESI DEL PROGETTO DI CANDIDATURA
Il concept del progetto
Il concept di Siena 2019 si concentra sul patrimonio intangibile come piattaforma di apprendimento ed innovazione sociale. Il patrimonio è socialmente vivo, animato dalla comunità, e i suoi componenti sono in una relazione simbiotica. L’inclinazione senese per il patrimonio culturale intangibile come motore del cambiamento sociale ed economico è un punto ideale di partenza per fare uso della partecipazione culturale a livello comunitario per ridare energia alla città e dare inizio ad un nuovo ciclo.
Il patrimonio culturale intangibile senese come piattaforma di innovazione sociale
Siena è stata la culla di alcune delle più importanti pietre miliari della cultura civica europea, a partire dal Costituto del 1309, il primo esempio di corpo di leggi scritto in lingua volgare, così che ogni cittadino fosse in grado di comprenderlo. Il Santa Maria della Scala è stato il primo edificio europeo a svolgere contemporaneamente le funzioni di ospedale e spazio culturale. Gli affreschi che decorano il Palazzo Pubblico ci offrono un trattato visivo di valenza universale circa ciò che rende le comunità prospere e socialmente coese. Il Duomo è una foresta impenetrabile e pervasiva di simboli, immagini, e testi, la maggior parte dei quali dal significato ancora oscuro – uno spazio ibrido ante litteram in cui la dimensione fisica e quella dei dati si sovrappongono in una vertiginosa complessità. Le Contrade rappresentano un esempio unico di architettura sociale e culturale che ha sperimentato con secoli di anticipo la partecipazione culturale inclusiva e persino il crowdfunding. E a partire dal 1240, l’anno di fondazione del suo Ateneo, uno dei più antichi d’Europa, Siena è stata, ed è ancora, un centro di sapere e formazione professionale per studenti provenienti da tutta Italia e dall’estero. Il patrimonio e la cultura vissuta sono il prodotto concreto dei processi di apprendimento sociale di Siena. È questa l’energia civica che nutre il talento senese per l’innovazione sociale, e si rispecchia nel suo patrimonio.
I senesi, di fronte alla grave crisi economica che ha colpito la città, vogliono difendere l’autenticità della propria cultura, ma se cercano una soluzione facile nella valorizzazione del patrimonio fine a sé stessa finiranno per esporsi ai circoli viziosi del turismo di massa, i cui stereotipi virali consumano lo spirito della città dall’interno. Le forze giovani lascerebbero così la città per destinazioni più dinamiche, consegnandola al declino demografico. Siena deve ragionare in termini di divenire e non soltanto di essere, per connettersi ai nuovi nodi territoriali europei della creatività. I cittadini desiderano una Siena che sappia ripensarsi come città della conoscenza e dell’apprendimento, che sappia costruire sulle grandi riserve di idee, competenze e talenti delle due università, del sistema della formazione, e delle istituzioni culturali, centri di ricerca ed accademie di grande prestigio, attraendo ulteriori eccellenze internazionali. I senesi sono pronti per ri-creare: un luogo ospitale per artisti, creativi, ingegneri ed innovatori che fanno errori, imparano, ed esplorano nuovi territori.Siena non vuole diventare Capitale Europea della Cultura grazie ai propri tesori – quattro siti UNESCO in una provincia di 270.000 abitanti, paesaggi perfetti ‘da cartolina’, o cibo e vino di grande qualità. Siena ha bisogno di diventare Capitale Europea della Cultura per riportare l’esperienza della creazione nel tessuto della vita comunitaria. Abbiamo bisogno di nuovi stimoli culturali per alimentare una nuova ondata di generazione di patrimonio civico intangibile, così da ridisegnare le leve di sviluppo economico e sociale della città.
La Capitale Europea della Cultura come occasione unica di rilancio dell’economia senese
Siena ha bisogno di rilanciare la sua cultura imprenditoriale. La CEC da sola non può realisticamente ricostruire l’economia locale, ma può dare una spinta decisiva ad una specializzazione smart nell’economia della conoscenza, nelle industrie culturali e creative (ICC), nella information technology (IT), nel biotech, e nell’economia verde, con una particolare attenzione per le imprese sociali, ed una rete profondamente radicata di partner europei di peso.
Alcuni dei nostri obiettivi:
- Creazione di nuove imprese, anche sociali, non solo nelle industrie culturali e creative e nell’IT, ma anche in nuovi settori di frontiera quali il welfare culturale, il turismo esperienziale verde, e così via. Ciascuna di esse dovrebbe avere almeno un partner europeo con cui lavorare su progetti congiunti di sviluppo;
- Nuovi posti di lavoro sostenibili per i giovani nella produzione e gestione di contenuti digitali, nell’artigianato intelligente, nel turismo esperienziale ed accessibile, e nelle attività di coesione sociale a base culturale;
- Attrazione di investimenti esterni diretti e venture capital per i settori culturali, creativi, e IT, e di professionisti culturali e creativi di alto livello come nuovi residenti permanenti o part-time;
- Copertura gratuita wireless e accesso al cloud computing su tutto il territorio comunale senese e i principali comuni della provincia, e copertura wireless di base in tutti gli altri centri provinciali; un laboratorio a ciclo continuo e multi-livello di alfabetizzazione digitale, aperto a tutti i cittadini e a tutte le scuole della provincia:
- Accessibilità open data dei contenuti delle biblioteche e degli archivi pubblici della città non coperti da copyright, con un massiccio coinvolgimento della comunità locale nelle attività di digitalizzazione;
- Rendere gli spazi pubblici, i musei e le strutture culturali, i negozi e le attività commerciali della città pienamente accessibili ai disabili, con disponibilità di guide multimediali digitali e di personale specializzato per i visitatori con difficoltà visive o uditive in tutte le strutture culturali pubbliche della città;
- Aumento sostanziale del numero dei visitatori che dormono a Siena per almeno una notte, dei visitatori digitali durante l’anno CEC, del tempo medio di permanenza dei visitatori fisici, della spesa media pro capite, e del volume dei contenuti digitali visitati.
Qualche esempio di progetto
- Santa Caterina 2019: sviluppa una rete di cooperazione culturale tra attiviste sociali donne impegnate in attività di peacekeeping su base culturale nei paesi europei, nel Mediterraneo e nel Medio Oriente. La rete offrirà alle attiviste coinvolte la possibilità di sviluppare progetti culturali comuni e di sostenersi reciprocamente favorendo la circolazione di esperienze e modelli. Nel 2019, ventennale della dedicazione di Santa Caterina Patrona d’Europa, nel giorno della sua festa si terrà a Siena un grande evento europeo co-progettato da tutte le partecipanti alla rete e accompagnato da un programma di iniziative culturali sviluppate assieme alle comunità nelle quali esse operano, proponendo alla Commissione Europea di adottare la rete come propria iniziativa permanente.
- Leonardo 500: nella ricorrenza del cinquecentenario della morte di Leonardo che cade appunto nel 2019, propone una piattaforma regionale di innovazione centrata sull’impatto delle nuove tecnologie nei campi elettivi dell’attività leonardesca: arte, ingegneria, medicina, fisica, valorizzando in particolare il ruolo dei contenuti creativi digitali nei processi di progettazione e apprendimento. In linea con lo spirito della ricerca leonardiana che privilegiava la sperimentazione e l’innovazione rispetto alla confezione del prodotto finito, le linee progettuali in cui si articolerà Leonardo 500 si propongono di incoraggiare, soprattutto nei giovani produttori culturali, ingegneri e scienziati, la libertà di esplorare nuove possibilità e di sbagliare come presupposti indispensabili dell’innovazione, attraverso un uso insolito, provocatorio e stimolante delle tecnologie;
- Pronto soccorso culturale: trasforma la Cappella del Manto del Complesso di Santa Maria della Scala in un punto di erogazione di servizi di welfare culturale, offrendo a cittadini e visitatori la possibilità di essere ‘curati’ attraverso la cultura da un team di specialisti appositamente formati comprendente operatori culturali, medici e psico-sociali che operano seguendo i più aggiornati protocolli di cura attraverso la cultura sviluppati in Europa e nel mondo, anche a partire dalle esperienze già sviluppate in tal senso nel programma di Turku, la Capitale Europea della Cultura finlandese del 2011.
- ResiDAnce: è un progetto di residenze culturali di lungo termine nelle quali artisti da tutta Europa sono invitati a sviluppare progetti di co-creazione con specifici attori del territorio senese (scuole, ospedali, carceri, associazioni, pubbliche amministrazioni ecc.) attraverso un periodo di permanenza minima di tre mesi, alla fine del quale sono invitati a progettare un evento culturale che permetta l’incontro e il dialogo tra la comunità senese e la loro comunità di provenienza, favorendo l’instaurazione di una relazione di cooperazione e di scambio di lungo termine.
Questi sono soltanto alcuni esempi dei progetti nei quali il tema dell’innovazione sociale e del suo rapporto con il patrimonio culturale intangibile viene coniugato praticamente all’interno del programma artistico di Siena 2019, la cui progettazione proseguirà ininterrottamente lungo tutto il percorso di candidatura e, nel caso in cui la città ottenga il titolo, lungo tutto il percorso che ci separa dal 2019, attraverso il coinvolgimento attivo dell’intera comunità senese e attraverso un forte investimento nella creazione di capacità e competenze a livello locale, soprattutto con riferimento alle generazioni più giovani. L’obiettivo è quello di creare, attraverso uno sforzo senza precedenti per la città, una economia locale basata sulla conoscenza e sulla cultura, un modello che possa diventare fonte di riferimento e ispirazione per le tante città di patrimonio europee che si trovano a fronteggiare le stesse problematiche di Siena, per ridare ad esse slancio e capacità propositiva all’interno del modello europeo di specializzazione intelligente, sostenibile e inclusiva su cui si fonda la competitività del nostro continente nel contesto globale.