La Rsu ha incontrato con il curatore fallimentare Lattanzi gli assessori Marroni e Simoncini
SIENA. I lavoratori di Siena Biotech hanno organizzato un presidio di protesta davanti alla sede della Regione Toscana a Firenze. Una decina di ricercatori in rappresentanza dei 51 su cui pende la procedura di licenziamento collettivo hanno manifestato in camice bianco e con alcuni cartelli contro la decisione del socio unico Fondazione Mps di aver messo in liquidazione la società. Per Siena Biotech si prospetta ora la procedura fallimentare.
Una delegazione della Rsu di Siena Biotech nel frattempo hainccontratol’assessore alle attività produttive della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, e l’assessore alla sanità Luigi Marroni, alla presenza del liquidatore Nicola Lattanzi, nominato dalla Fondazione Mps, che non intende più investire nell’azienda.
Aggiornamento ore 19
Il sindaco Valentini, presente all’incontro, ha poi postato su FB questo: “Di fatto Siena Biotech si avvia verso il fallimento mentre le istituzioni (la Regione era rappresentata dal capo di gabinetto del presidente Rossi, Ledo Gori, e dagli assessori al Lavoro ed alla Sanità ) stanno cercando nuove soluzioni per ricollocare i 50 dipendenti. L’incubatore pubblico di imprese nel distretto di Scienze della Vita TLS ha manifestato interesse per l’immobile di Siena Biotech così da utilizzarlo per dare occupazione. La Regione ha confermato un impegno triennale di 3 milioni per anno ma soprattutto si è impegnata ad utilizzare i contatti con le grandi aziende farmaceutiche operanti in Toscana. Lo stesso faremo noi, in particolare nei prossimi incontri con Glaxo, che ha avuto il via libera definitivo sull ‘acquisizione di Novartis. Abbiamo raccontato ai lavoratori che attendevano fuori della Regione l’esito dell’incontro e ci hanno manifestato tutta la loro amarezza per la crisi che sta investendo loro e le loro famiglie. Ce la stiamo mettendo tutta per trovare soluzioni ad un progetto nato senza stime razionali di sostenibilità e successivamente gestito con sufficienza, contando sulla inesauribilita delle risorse necessarie. Ne fanno le spese i lavoratori rimasti senza che chi ha generato i problemi chieda almeno scusa. Da TLS ci aspettiamo la prosecuzione dell’attrazione di nuove imprese, contando anche su fondi europei e su un impegno (non paragonabile col passato) di Fondazione MPS.”