Le serata si è aperta con una introduzione della presidente di Opera Val d’Orcia che ha esposto una storia sintetica della Quercia delle Checche
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SAN QUIRICO D’ORCIA. Grande affluenza e tanto interesse da parte di pubblico e stampa al Teatrino di Palazzo Chigi per la presentazione del libro “La tenerezza delle Chiome” del giovane friulano Pietro Maroè, giunto appositamente in Val d’Orcia, oltrechè per la presentazione del suo recente libro edito da Rizzoli, per conosce la Quercia delle Checche. E’ infatti giunto un’ora e mezza prima ed è stato accompagnato dai volontari di Opera Val d’Orcia dalla Querciona che ha ispezionato lungamente con gli occhi del tecnico ma anche con il cuore dell’appassionato di questi esseri straordinari.
Le serata si è aperta con una introduzione della presidente di Opera Val d’Orcia che ha esposto una storia sintetica della Quercia delle Checche, magia e disavventure della Grande madre della nostra terra. Sono seguiti i saluti del sindaco del comune di San Quirico d’Orcia Valeria Agnelli, (comune a cui va dato il merito di avere rivolto, e non solo recentemente, una particolare attenzione a paesaggio, ambiente e buone pratiche), della presidente del Club UNESCO di Siena, di Legambiente Valdichiana, oltrechè i saluti e l’augurio per il percorso intrapreso da parte delle molte associazioni e istituzioni che non hanno avuto l’opportunità di essere presenti all’incontro. Poi Ugo Sani, assessore alla cultura del comune di San Quirico, ha presentato l’autore e introdotto alcuni interessanti argomenti di riflessione. Il giovane Maroè ha affascinato la sala, sollecitando curiosità e profonde considerazioni. Trasferendo ai presenti il senso di una grande serietà e della consapevolezza della enorme responsabilità che si ha in rapporto all’ambiente e alle presenze silenziose che ci nutrono, giorno dopo giorno.
E proprio perché silenziose, inascoltate.
La luce nei suoi occhi, la gestualità calma arricchiva passo dopo passo, la narrazione di chi si è trovato dentro la chioma degli alberi fin dall’età di 4 anni e ha ascoltato pazientemente la voce della natura. Un grazie di cuore da parte di tutti noi a Pietro per la straordinaria esperienza che ci ha permesso di vivere. Alla fine dell’incontro abbiamo compreso che anche lui condivideva con noi il sentimento forte verso la Quercia delle Checche e che il saluto con noi e con la nostra terra era solo un arrivederci.
VIVAIO DIFFUSO | RENDIAMOCI PALADINI, BAMBINI e ADULTI, DELLA CAUSA DELLA QUERCIA DELLE CHECCHE |
PIANTIAMO LE SUE GHIANDE e DIFFONDIAMO I GENI DELLA QUERCIA DELLE CHECCHE IN CENTINAIA DI NUOVE PIANTINE
E’ iniziata la prima parte del percorso del Progetto PALADINI DELLA QUERCIA DELLE CHECCHE con il VIVAIO DIFFUSO rivolto a bambini delle scuole materna, elementari e medie per questo primo anno del comune di San Quirico d’Orcia. Il progetto ha coinvolto 112 bambini e le loro famiglie, e a partire dal prossimo anno, sempre in occasione del 21 Novembre, si intende coprire le scuole dei comuni del territorio della Val d’Orcia. In occasione dell’evento tenutosi a Palazzo Chigi sono stati distribuiti anche ai partecipanti numerosi sacchetti contenenti terriccio e 20 ghiande, pronte per la piantumazione con allegato un vademecum per la cura che durante l’incontro è stato esposto della giovane ”ortonauta” Marta Calabria che fa parte del gruppo Opera Val d’Orcia. Il gruppo fb www.facebook.com/groups/682537951837774/ istituirà in questi giorni una apposita chat, una community dove potranno essere chiesti consigli, dove si potrà pubblicate foto e mettere a confronto le esperienze relative alla vita delle nuove piantine, figlie della Quercia delle Checche.
CROWDFOUNDING PER LA QUERCIA DELLE CHECCHE
La Quercia delle Checche ha bisogno di tutti noi. Negli ultimi 3 anni ha subito gravissime menomazioni che hanno messo a repentaglio la sua stessa vita. I tempi della burocrazia, della politica non hanno coinciso con i tempi biologici dell’albero che non ha sostenuto il disequilibrio prodotto dal primo crollo del 2014 e in assenza di adeguati sostegni si è autopotata come ampiamente pronosticato dagli esperti rimasti inascoltati. I primi parziali interventi di cura sono stati recentemente eseguiti, ma tanto tantissimo lavoro sarà ancora da fare per far salvaguardare e vivere la MATRIARCA DELLA VALDORCIA, una pianta di 370 anni, il simbolo della comunità, il primo Monumento Verde d’Italia con riconoscimento MiBACT.
Per un albero dalla storia così IMPORTANTE, servono cure, attenzioni e sapienza degli ESPERTI del settore delle MONUMENTALI.
Per questo vi chiediamo di aiutarla ed aiutarci, anche con una piccola somma. Vi chiediamo di sostenerci e finanziare la costituzione di un COMITATO TECNICO-SCIENTIFICO che sappia guidare le istituzioni per far vivere nel migliore dei modi e a lungo la QUERCIONA DELLA VAL D’ORCIA.
Diamo una mano alla Quercia delle Checche: UNA PICCOLA SOMMA per sostenere una gigantesca azione culturale e ambientale.