L'ASL riunisce professionisti, amministratori, sindacati, associazioni e volontariato

POGGIBONSI. Una fotografia nitida e veritiera dei punti di forza e delle criticità del territorio valdelsano per programmare i servizi sociali e sanitari ai cittadini. E’ quanto emerge da “Tessere i territori”, la campagna di ascolto e confronto promossa dall’ASL Toscana sud est che il 7 aprile all’Accabì- Hospital Burresi di Poggibonsi ha messo intorno allo stesso tavolo professionisti, amministratori, sindacati, associazioni e volontariato in vista della redazione del Piano integrato di salute.
I dati presentati rivelano che le popolazioni di Poggibonsi, Colle Val d’Elsa, Casole d’Elsa, San Gimignano e Radicondoli – tutti Comuni della zona alta val d’elsa – hanno in assoluto lo stato di salute migliore rispetto alle altre zone della ASL Toscana sud est, pur non avendo il reddito più alto. In Valdelsa nascono all’anno 8 bambini, molti dei quali da genitori italiani, ogni mille residenti (il dato migliore rispetto alla media toscana); la percentuale di ultrasessantacinquenni è del 23,69 per mille abitanti (di due punti più bassa rispetto alla media regionale) e la speranza di vita nelle femmine (oltre gli 86 anni) e nei maschi (81 anni) è la più alta di tutte le zone dell’AUSL Toscana sud est. La mortalità per tumori è inferiore alla media regionale mentre per alcune malattie croniche come il diabete e lo scompenso cardiaco i valori sono superiori alla media regionale, soprattutto per le donne. Le malattie dell’apparato respiratorio (BPCO) fanno registrare una bassa mortalità e una bassa prevalenza fra la popolazione valdelsana ma alti tassi di ricovero. Di rilievo è anche il dato dei ricoveri in psichiatria e il numero di aborti spontanei superiori alla media toscana. Per quanto riguarda le caratteristiche economiche e sociali la Valdelsa, pur nella crisi dell’ultimo decennio, ha dimostrato la capacità di rinnovare il proprio tessuto produttivo e valorizzare il suo patrimonio culturale. I punti di forza di questo territorio sono sicuramente il tessuto associativo e il volontariato, come anche la tenuta delle reti di solidarietà parentale e locale.
“In un periodo di crisi economica e di riduzione delle risorse” ha affermato Enrico Desideri, direttore generale ASL Toscana sud est “il nostro compito è garantire risposte ai bisogni di benessere e salute di tutti i cittadini, soprattutto di quelli che per livello di reddito o di istruzione non accedono ai servizi. Il modello delle reti cliniche integrate, che sta prendendo corpo nella nostra ASL, ha l’obiettivo di intercettare precocemente le patologie e velocizzare la presa in carico dei pazienti grazie alla collaborazione strutturata fra professionisti del territorio e dell’ospedale”. “E’ dimostrato che un paziente cronico, ad esempio un diabetico, che viene seguito nell’adesione alle terapie e fa i controlli appropriati nei tempi stabiliti ha un rischio infinitamente minore di ospedalizzazione e ciò ha un riflesso anche sui costi che ricadono sulla comunità”.
“In questa direzione” ha concluso Desideri, “la cultura civica della Valdelsa, che storicamente si basa sulla collaborazione fra associazioni e le istituzioni, può giocare un ruolo importante per creare una ‘rete per il benessere dei cittadini’, facendo leva sull’informazione e la promozione di stili di vita più sani”.
Nel pomeriggio si sono riuniti alcuni gruppi di lavoro composti da professionisti per approfondire i temi dell’equità delle cure in relazione ai “bisogni speciali” delle persone con disabilità, i servizi e le proposte per affrontare il disagio di adolescenti e giovani, i bisogni e le prospettive sociali e socio sanitarie della Valdelsa. Partendo dagli esiti di questi tavoli di lavoro comincerà la costruzione del Piano integrato di salute che disegna, con la collaborazione di Comuni, ASL, associazioni, volontariato e organismi di tutela, la mappa dei servizi del territorio nei prossimi anni.