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di Augusto Mattioli
SAN GIMIGNANO. Il leader della Lega Matteo Salvini oggi pomeriggio ha visitato il carcere di San Gimignano. “Porto rispetto e solidarietà a uomini e donne in divisa che svolgono il mestiere più difficile del mondo. Sia resa loro giustizia”, ha detto parlando con i giornalisti.
La visita è avvenuta dopo la condanna in primo grado per dieci agenti penitenziari per concorso in tortura e lesioni i concorso, ai danni di un detenuto di 31 anni, dopo un processo con rito abbreviato. Altri cinque agenti saranno processati a maggio con rito ordinario.
“Loro – ha aggiunto – hanno fatto con prudenza e attenzione il loro lavoro e se qualcuno non ama le divise cambi mestiere”. Salvini ha anche sottolineato che nel video delle telecamere di sorveglianza, proiettato nel corso del dibattimento, e che riprende l’episodio oggetto del processo, “non c’è nessuna violenza. Conto che venga resa giustizia a questi lavoratori: non mi sostituisco ai giudici ma mi sembra che parlare di tortura e avere come testimoni mafiosi, spacciatori e camorristi dica tutto”. Secondo Salvini “si tratterebbe del primo caso al mondo di tortura postdatato di 13 mesi e senza torturato, per cui non scherziamo sulla pelle e sul lavoro della gente”.
“Sulla procura di Siena ci sarebbe da dire tanto, da David Rossi in giù, più di una cosa mi pare non abbia funzionato e non stia funzionando. Ne parlerò col ministro della giustizia direttamente”, ha annunciato Salvini.