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POGGIBONSI. “I mutevoli atteggiamenti denunciati anche di recente da altre forze di opposizione e la mancanza di confronto, di dialogo e di apertura verso coloro che dissentono dalla dominanza maggioritaria, mostra i soliti atteggiamenti di chiusura preconcetta, che rischiano di inasprire un rapporto politico”. Con queste parole Alessio Berni consigliere della Lista Civica LiberaMente denuncia quanto accaduto in occasione dell’ultimo consiglio comunale:
“In occasione della seduta consiliare del 30 novembre avevamo presentato 9 argomentazioni da mettere in discussione. Molte di queste avevano necessità di risposte urgenti, sopratutto in merito ad alcuni errori di attestazioni commesse dai Dirigenti dell’Amministrazione Comunale e alla luce di importanti atti pianificatori che si stanno avviando. Chiedevamo inoltre risposte in merito ad alla vertenza tra il Centro Ragazzi e il Comune o aggiornamenti in riferimento al crollo della piscina del Bernino, ma anche risposte sulla trascuratezza con cui è gestita la fontana di Piazza Matteotti ed altro.
Purtroppo per colpa di una contraddittoria e soggettiva interpretazione avanzata dal Presidente del Consiglio, tutte queste interpellanze dovranno trovare risposte solo in una prossima seduta consiliare – dice il consigliere Berni – che ci aspettiamo essere in programma entro il 10 di dicembre".
"Al di là dell’attesa, che aumenta il desiderio di conoscere alcune verità comportamentali della maggioranza, quello che contestiamo all’esponente del Partito Democratico è il modo con cui interpreta le regole dello svolgimento delle attività consiliari – prosegue l'esponente di LiberaMente – Per tre anni consecutivi è stato accettato di discutere mozioni e interrogazioni anche quando si discuteva l’assestamento di bilancio, quest’anno, cambiato il timoniere della barca, si cambia rotta e si rimette in discussione tutta la condotta navigata nel tempo. Ci auguriamo che questo “rinnovato” modo di fare offra qualcosa di positivo che al momento non è dato conoscere".
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L’incongruente atteggiamento della rappresentanza del PD, sulla base della nostra puntuale osservazione avanzata anche al Difensore Civico, ha infatti chiamato tutto il Consiglio Comunale a definire come applicare proprio la norma alla quale ci si era aggrappati per non discutere le nostre mozioni – aggiunge Berni – Poco contano le giustificazioni soggettive e faziose che arriveranno da parte del PD. La verità è che oggi più che mai, anche alla luce di questi mutamenti comportamentali, forse determinati dalla mancanza di un Segretario locale, lo stesso Partito Democratico si trova a sbandare rimettendo in discussione atteggiamenti e comportamenti convalidati negli anni passati. Se ci fosse stata comprensione e disponibilità politica, discutere le nostre interrogazioni non sarebbe stato assolutamente un problema. Il regolamento prevede il dibattito di queste interpellanze per un tempo massimo di solo 90 minuti e considerato il fatto che i lavori del Consiglio Comunale iniziano alle 17,00 c’era tutto il tempo per esaudire le risposte alle domande presentate e discutere gli altri argomenti all’ordine del giorno, ma come si suol dire “meglio non concedere niente all’avversario, anche di fronte all’evidenza”.