Appello dell'associazione alla Giunta di Colle di Val d'Elsa e alla commissione consiliare chiamata a valutare il nuovo progetto della piazza
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COLLE DI VAL D’ELSA. Vista la convocazione per martedì 24 settembre della seconda Commissione Consiliare chiamata a discutere, tra le altre cose, sul progetto di piazza Bartolomeo Scala, l’associazione Italia Nostra ha inviato un appelloalla Giunta e ai membri della Commissione chiedendo di riesaminare le scelte progettuali alla luce delle analisi e delle considerazioni contenute nella relazione sullo stato di salute degli alberi redatta dal dr. agronomo Francesco Zangari. Dalla relazione non risulta necessario – almeno per il momento- abbattere nessun albero, quanto semmai provvedere con grande urgenza a improcrastinabili opere di manutenzione e cura per tutti e sette i tigli centenari, considerando che il doppio filare di Piazza Scala costituisce un elemento consolidato del paesaggio urbano di Colle bassa.
“Al Sindaco e alla Giunta del Comune di Colle di Val d’Elsa;
– Ai membri della 2° Commissione Consiliare permanente del Comune di Colle di Val d’Elsa;
– P.C. Al Soprintendente dr. Andrea Pessina – Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio
per le province di Siena, Grosseto e Arezzo
– P.C. Alla Stazione del Corpo Forestale – Colle di Val d’Elsa
Oggetto: Appello agli amministratori del Comune di Colle di Val d’Elsa a rivalutare il progetto del rifacimento di piazza Bartolomeo Scala alla luce delle analisi e delle considerazioni contenute nella relazione del dr. agronomo Francesco Zangari (in allegato).
Il doppio filare di tigli di piazza Bartolomeo Scala costituisce il tratto terminale del lungo viale alberato che una volta ornava via Masson prima e via Gramsci poi. Un brano residuale di grande importanza, perché oltre a connotare la piazza, marca l’ingresso nel centro storico, inquadrando le vie di entrata (via Mazzini) con un efficace scorcio prospettico (vedi in proposito la prima foto d’epoca allegata); come dimostrano le belle vedute precedenti e successive alla guerra, i due filari di tigli possono essere a buon diritto considerati un elemento consolidato del nostro paesaggio urbano storico.
Non può dunque non apparire paradossale che il doppio filare di alberi centenari miracolosamente scampato ai bonbardamenti del 1944 (che hanno invece distrutto il bel palazzo sul lato di via dei Botroni) venga ora mutilato e reso monco dall’abbattimento dei due tigli posti al centro del filare est, così come previsto nel progetto di rifacimento della piazza.
La motivazione addotta per l’abbattimento dei due alberi è il loro cattivo stato di salute; indubbiamente, come si evince dalla accurata relazione sullo stato degli alberi commissionata da Italia Nostra (e già inoltrata alla precedente amministrazione), non mancano motivi di preoccupazione, ma in realtà questi riguardano tutti e sette gli individui arborei: si evidenzia infatti uno stato di sofferenza generalizzato, dovuto però non a una malattia (come ad esempio nel caso degli olmi o dei cipressi) ma a omissioni ed errori nella cura e nella gestione degli alberi. Nelle conclusioni viene esclusa nettamente -almeno per il momento- la necessità di abbattere qualsiasi albero (tra l’altro il tiglio che sembra più malmesso e da monitorare con maggiore attenzione sarebbe un altro, quello posto all’estremità meridionale del filare ovest), mentre si sollecitano con grande urgenza interventi adeguati di manutenzione e cura che possano assicurare negli anni la conservazione di questi veri e propri monumenti verdi.
Dover necessariamente provvedere all’abbattimento di qualche esemplare sarebbe un vero peccato, perché l’impianto originale del doppio filare perderebbe la sua leggibilità, e ne risulterebberpo mutilati sia il corridoio prospettico apprezzabile da e verso via Mazzini che la magnifica galleria verde data dall’incontro delle grandi chiome. Una galleria verde che al momento non può essere pienamente apprezzata in quanto va a coprire una strada carrabile; ma se, come previsto dal progetto, l’area sottostante venisse pedonalizzata e resa completamente fruibile, otterremmo – soprattutto nel periodo estivo- un’area eccezionale, completamente ombreggiata (per di più ombra “fresca” quale quella garantita dagli alberi, che con la loro traspirazione / evaporazione creano un raffrescamento naturale) e delimitata lateralmente dal ritmo cadenzato dei possenti fusti centenari. Si creerebbe quindi
“spontaneamente” una eccellente area per eventi, senza doverla ricavare tramite l’eliminazione di due
esemplari (ricordiamo ad ogni buon conto l’abbondanza di tali spazi nel solo centro storico di Piano:
Piazza Arnolfo, Area Boschi, Piazza Unità dei Popoli, Piazza S.Agostino) .
La variante necessaria per la salvaguardia dei due tigli non dovrebbe comportare aumenti di costo perché di fatto, andando a conservare l’esistente, è una variante “in negativo”: mancato abbattimento dei tigli, mancata realizzazione della pavimentazione della prevista per l’area eventi etc.; sarebbe sufficiente realizzare per i due tigli le stesse soluzioni di pavimentazione e finitura adottate per i tigli vicini. Per gli stessi motivi dal punto di vista burocratico la variante appare abbastanza semplice da attuarsi, in particolare per quanto concerne il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica, in quanto mira alla conservazione integrale della componente verde a carattere storico.
Un prerequisito allo svolgimento dei lavori di rifacimento della piazza è che tali opere, viste le condizioni precarie degli alberi, non ne compromettano ulteriormente il loro stato di salute (a titolo di esempio, si allega foto sui recenti lavori di realizzazione della pista ciclabile lungo via Masson, dove si è andati a scalzare le radici del tiglio esistente con esiti certamente non salutari); anzi sarebbe auspicabile che la mancata spesa legata al taglio dei due tigli venisse parzialmente riassorbita negli interventi di manutenzione così bene elencati nella relazione forestale allegata.
Italia Nostra invita dunque gli amministratori a rivalutare le scelte progettuali alla luce delle analisi e delle considerazioni contenute nella relazione sullo stato di salute degli alberi, e a porsi come obiettivo la conservazione del doppio filari di tigli in quanto parte integrante e ormai consolidata del paesaggio urbano di Colle bassa.
Siena, 23/09/2019
La presidente della sezione Senese di Italia Nostra, Lucilla Tozzi”