Il segretario Daniele Boschi: “Abbiamo scelto il candidato giusto e ora, pur non avendo vinto, ci ritroviamo ad essere in tanti e pieni di voglia di fare”
COLLE DI VAL D’ELSA. Lo ha detto lo stesso Riccardo Vannetti, in collegamento telefonico da Los Angeles. “Non servono troppe analisi su come sono andate queste elezioni. Non è il momento di rimuginare, prendersi o dare colpe. Ora bisogna soltanto guardare al futuro”.
Il primo grande applauso della serata è stato per il candidato sindaco che, pur non avendo vinto, ha sicuramente il merito di aver ricompattato il centrosinistra colligiano, restituendo a tante persone la voglia di impegnarsi in politica.
L’occasione è stata la riunione dell’Attivo dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Colle di Val d’Elsa al circolo BuenaVista delle Grazie di giovedì sera.
Il segretario cittadino Daniele Boschi ha ripercorso le tappe che, dallo scorso luglio 2023, quando l’assemblea dem concordò all’unanimità di candidare Riccardo Vannetti rinunciando alle primarie, hanno portato alla situazione di oggi.
“L’analisi dei numeri dice che abbiamo tenuto – ha detto Boschi – e questo è stato possibile perché la campagna di Riccardo è stata innovativa, portandoci a un passo dalla vittoria. Ma la cosa più incredibile è essere arrivati a questo risultato con un numero di attivisti fuori dalla nostra più rosea immaginazione. Le cifre del ballottaggio, dove Vannetti ha riscosso 291 voti in più rispetto al primo turno, e l’avversario solo 23, parlano da sole”.
“Per questo dico che il Pd ha lavorato bene – continua il segretario dem – perché la base del partito ha consentito di arrivare a questo traguardo e perché abbiamo scelto il candidato giusto. Abbiamo lavorato bene alla composizione della lista, con otto iscritti e otto indipendenti, che hanno riscosso il gradimento e la preferenza dei cittadini in numero anche maggiore di realtà vicine e dove il centrosinistra ha vinto. Nei quartieri e nelle frazioni dove il PD è più organizzato Riccardo Vannetti ha vinto, perdendo invece dove siamo più deboli. Sotto la guida di Riccardo Vannetti abbiamo lavorato come un’unica squadra, nessuno escluso. Per il futuro il nostro lavoro dovrà essere quello di seguire il trend nazionale, per realizzare un campo largo anche nel centrosinistra colligiano”.
Riguardo alle dimissioni, Daniele Boschi è chiaro.
“Io non penso di essere il segretario in grado di portare il partito ad allargarsi a nuove alleanze. Ma non intendo rassegnare le dimissioni, che avrebbero come unica conseguenza la mia sostituzione, senza alcuna garanzia di un reale rinnovamento. Lo Statuto del PD ci pone davanti a due scelte. La prima sarebbe eleggere il nuovo Segretario nell’Assemblea dopo le mie dimissioni. Ma questo vorrebbe dire percorrere la strada vecchia perché l’Assemblea attuale l’ho composta io e difficilmente potrebbe produrre i necessari elementi di novità. La seconda, se il Partito lo approverà, è indire un congresso straordinario che offra la possibilità a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo, di poterlo fare. Stiamo aumentando fortemente il numero degli iscritti e possiamo farlo ancora. E io penso che il rinnovamento debba passare anche dai nuovi tesserati. Al congresso degli iscritti, tutti insieme, l’onere e l’onore di eleggere il nuovo segretario e stabilire la linea politica che più si confà alla città e al Pd colligiano”.
E ancora: “Nonostante il periodo estivo, non è tempo di vacanze per il Partito Democratico. Gli obiettivi a breve termine ci sono già, con l’organizzazione della Festa dell’Unità che si svolgerà a Gracciano dal 29 agosto al 15 settembre e con la raccolta firme per il referendum abrogativo contro l’autonomia differenziata, per il salario minimo e per salvare la sanità pubblica. In sostanza, l’estate militante lanciata dalla segretaria Elly Schlein”.
All’Attivo hanno preso parte anche l’assessore regionale Simone Bezzini e Alessio Pianigiani, dell’esecutivo provinciale. Consiglieri eletti, candidati e attivisti hanno condiviso le proprie riflessioni con la platea dei partecipanti. Il nuovo Pd colligiano punta dunque su forze nuove, che non vuol dire aprire soltanto ai giovani, ma accogliere nuove idee e nuova voglia di lavorare tutti insieme verso un obiettivo comune: costruire una società più giusta e inclusiva, democratica e pacifica partendo dalla propria città.