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ABBADIA SAN SALVATORE. Prestare attenzione alla situazione dello stabilimento Rimor di Radicofani, situato in un contesto infrastrutturale ed economico più debole; salvaguardare i posti di lavoro nell’ area amiatina; attivare, dopo l’incontro in programma il prossimo 29 ottobre nella sede della Regione Toscana, un tavolo ministeriale per richiedere ulteriori strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori diretti e per quelli occupati nell’indotto della produzione del camper. Sono questi gli impegni emersi dal tavolo di confronto sulla crisi del settore del camper che si è svolto nei giorni scorsi nel Palazzo comunale di Abbadia San Salvatore e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’amministrazione provinciale di Siena; della Comunità Montana Amiata Val d’Orcia; dei sindaci di Abbadia San Salvatore, Radicofani, Piancastagnaio, Acquapendente e Proceno, delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e delle Rsu dello stabilimento Rimor che ha sede a Radicofani.
“La contrazione del mercato nazionale ed europeo del camper – si legge nel documento approvato al termine dell’incontro – ha comportato una inevitabile drastica riduzione delle vendite, tanto che tale crisi di settore è stata affrontata negli ultimi mesi a livello provinciale, in relazione alla presenza di un distretto del camper nella zona della Valdelsa, ed è stata oggetto della convocazione dei consigli comunali straordinari dei sei paesi dell’area”. “I rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali – continua il documento – esprimono la più profonda preoccupazione per le conseguenze che le difficoltà del settore del camper possono rappresentare anche per un’area geografica molto vasta, che va dall’Amiata fino al Comune di Acquapendente e Proceno, in provincia di Viterbo, che hanno molti cittadini occupati presso la Rimor”.
“La presenza di questa azienda nel Comune di Radicofani – si legge ancora nel testo – rappresenta per l’Amiata senese una realtà produttiva fondamentale per il mantenimento dei livelli occupazionali, in particolare nel settore della produzione, dove le aziende esistenti sono di piccole o medie dimensioni, la domanda occupazionale ancora molto alta, in particolare per i giovani, ed altri settori, come l’artigianato della pelle e del legno, hanno già visto una importante diminuzione dei livelli occupazionali. La collocazione in cassa integrazione per quattro settimane, a partire dal mese di ottobre, dei lavoratori della Rimor, rappresenta, quindi, un punto di ulteriore preoccupazione, proprio nel quadro di una situazione economica e sociale dell’area che richiede la massima attenzione e coesione istituzionale e sindacale”.
“La situazione economica ed occupazionale dell’Amiata – commenta Lorenzo Avanzati, sindaco di Abbadia San Salvatore – è delicata in questo momento. L’azienda Rimor impiega nel suo stabilimento a Radicofani 80 persone e questi posti di lavoro sono molto importanti per il contesto sociale e produttivo della nostra area. Riteniamo, inoltre, che lo stabilimento amiatino sia assimilabile, a tutti gli effetti, al distretto del camper in Valdelsa e che debba essere coinvolto nelle misure che saranno adottate per rispondere alla crisi che sta colpendo il settore”.