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MOZIONE DDL CALDEROLI. Giurlani e Bartaletti hanno espresso grande preoccupazione per le prospettive aperte dall’applicazione del Ddl Calderoli. In particolare, hanno evidenziato la pesante fase di incertezza vissuta dai piccoli comuni montani, come Radicondoli, che hanno bisogno di poter contare su politiche specifiche per il mantenimento dei servizi e risorse ad hoc capaci di coprire tutte le necessità, dalla sicurezza del suolo, ai trasporti, dalle politiche di sviluppo ai servizi sociali. Il gruppo consiliare di Centrosinistra ha presentato una mozione – approvata con l’astensione della minoranza – per dire no a un ddl che, si legge nel testo, “non garantisce pari diritti e dignità alle persone residenti nei piccoli comuni montani, come invece è stabilito dall’articolo 44 della nostra Costituzione”.
MOZIONE TAGLI AL FNPS. Dei tagli attuati dal governo alle politiche sociali ne hanno parlato ampiamente Paolo Brogioni e Antonio Mazzarotto, che ha iniziato il suo intervento illustrando quali sono i servizi offerti dalla Fondazione territori sociali altavaldelsa, e a chi si rivolgono. “Dal 2007 ad oggi – ha detto Mazzarotto – i finanziamenti nazionali alle politiche sociali sono diminuiti di 240 milioni di euro, e nel 2010 si potrebbe arrivare ad un taglio complessivo di 498 milioni di euro. Per l’Alta Val d’Elsa questo significa perdere, in soli tre anni, il 10 per cento delle risorse per i servizi sociali. A risentirne pesantemente saranno i cittadini, perché i tagli andranno necessariamente a ripercuotersi sui servizi offerti alla popolazione, mettendo in discussione il modello di welfare municipale”. “Uno Stato – ha concluso il presidente di Ftsa, Paolo Brogioni – può definirsi tale se si occupa dei suoi cittadini”. Sulla mozione, la minoranza si è espressa con due astenuti e un voto favorevole.
MOZIONE LEGGE RONCHI. Ha messo, invece, d’accordo maggioranza e opposizione il no alla totale privatizzazione dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento al servizio idrico, contenuto nella terza mozione presentata dal gruppo consiliare “Centrosinistra per Radicondoli”. “Chiediamo – si legge nella mozione – a Regione Toscana, Provincia di Siena, Anci Toscana, Uncem Toscana, Unione dei Comuni della Val di Merse Comuni e alle forze politiche di intraprendere una battaglia per chiedere al Parlamento, già da subito, la modifica della Legge Ronchi, verificandone la reale costituzionalità. Considerando l’accesso all’acqua come un diritto primario, il consiglio comunale di Radicondoli chiede compatto che il comune torni ad avere un ruolo importante nella gestione del servizio idrico, influendo direttamente sulle scelte del gestore e non escludendo, nei fatti, una gestione del servizio a società municipalizzate, in accordo con i comuni limitrofi”.