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di Augusto Mattioli
SIENA. E’ ormai lontana nella memoria la sera in cui il professor Silvano Focardi fu portato in trionfo, con un tifo da stadio, quando fu eletto Rettore.
Oggi la situazione è diversa: oggi l'attenzione è incentrata sulla questione dei buchi nei bilanci dell'Università.
Focardi ammette di dormire poco la notte come ha detto candidamente nel corso dell’assemblea di tutto il personale svoltasi questa mattina (3 ottobre) al San Niccolò.
Un’assemblea affollatissima – erano più di trecento persone – quanto anomala, quella conclusasi poche ore fa, perché dopo la comunicazione del Rettore non c’è stato – e la cosa non è stata gradita – un dibattito.
Focardi (che ha detto ai presenti "prima voglio risolvere questa situazione poi se vorrete sarò pronto a farmi da parte") ha però fornito i primi dati sulla situazione dei bilanci; quei numeri della crisi che tutti attendevano: politici, istituzioni, lavoratori, sindacati, senesi.
C’è stato un errore nel consuntivo del 2007 per 15 milioni. Un debito con l’Inpdap per versamenti previdenziali non fatti relativi al periodo tra i dicembre 2006 il settembre 2007 per 40 milioni. Nel periodo cioè della sua gestione.
Il mancato pagamento dell’Irap per il 2007 e il 2008 per 21 milioni. L’Università inoltre ha un debito già noto con l’Inpdap per contributi previdenziali non versati per gli anni 2004 e 2005 (nel periodo della gestione Tosi) per i quali è stata contrattata a suo tempo una rateizzazione. Per il 2004 l’Università deve pagare 41 milioni complessivi fino al 2001 mentre per il 2005 36,5 milioni, a iniziare dal 2011 fino al 2016.
Focardi ha detto che comunque le verifiche sulla situazione “non sono ancora concluse ma la realtà è diversa da quella che pensavamo positiva dopo aver visto i consuntivi del 2006 e del 2007. In ogni caso stiamo lavorando per capire cosa è accaduto e di chi sono le responsabilità". Ed ha sottolineato come il mancato pagamento dei contributi previdenziali nel periodo della sua gestione è "la dimostrazione di una cattiva amministrazione".
Focardi sta lavorando per affrontare la situazione dei pagamenti a breve periodo con "le entrate impiegate quasi esclusivamente per gli stipendi che possiamo pagare fino al 31 dicembre mentre altre spese verranno rinviate".
Oggi la situazione è diversa: oggi l'attenzione è incentrata sulla questione dei buchi nei bilanci dell'Università.
Focardi ammette di dormire poco la notte come ha detto candidamente nel corso dell’assemblea di tutto il personale svoltasi questa mattina (3 ottobre) al San Niccolò.
Un’assemblea affollatissima – erano più di trecento persone – quanto anomala, quella conclusasi poche ore fa, perché dopo la comunicazione del Rettore non c’è stato – e la cosa non è stata gradita – un dibattito.
Focardi (che ha detto ai presenti "prima voglio risolvere questa situazione poi se vorrete sarò pronto a farmi da parte") ha però fornito i primi dati sulla situazione dei bilanci; quei numeri della crisi che tutti attendevano: politici, istituzioni, lavoratori, sindacati, senesi.
C’è stato un errore nel consuntivo del 2007 per 15 milioni. Un debito con l’Inpdap per versamenti previdenziali non fatti relativi al periodo tra i dicembre 2006 il settembre 2007 per 40 milioni. Nel periodo cioè della sua gestione.
Il mancato pagamento dell’Irap per il 2007 e il 2008 per 21 milioni. L’Università inoltre ha un debito già noto con l’Inpdap per contributi previdenziali non versati per gli anni 2004 e 2005 (nel periodo della gestione Tosi) per i quali è stata contrattata a suo tempo una rateizzazione. Per il 2004 l’Università deve pagare 41 milioni complessivi fino al 2001 mentre per il 2005 36,5 milioni, a iniziare dal 2011 fino al 2016.
Focardi ha detto che comunque le verifiche sulla situazione “non sono ancora concluse ma la realtà è diversa da quella che pensavamo positiva dopo aver visto i consuntivi del 2006 e del 2007. In ogni caso stiamo lavorando per capire cosa è accaduto e di chi sono le responsabilità". Ed ha sottolineato come il mancato pagamento dei contributi previdenziali nel periodo della sua gestione è "la dimostrazione di una cattiva amministrazione".
Focardi sta lavorando per affrontare la situazione dei pagamenti a breve periodo con "le entrate impiegate quasi esclusivamente per gli stipendi che possiamo pagare fino al 31 dicembre mentre altre spese verranno rinviate".