Potrà essere utilizzato sia in ambito ginecologico che dermatologico

MONTEPULCIANO. All’ospedale di Campostaggia arriva il laser multidisciplinare a CO2, utile sia in ambito ginecologico sia in quello dermatologico. È stato inaugurato stamani alla presenza dell’assessore regionale al Diritto alla salute e alla Sanità Simone Bezzini.
In ambito ginecologico, con il laser a CO2 è possibile innanzitutto trattare i condilomi, che sono espressione di un’infezione da virus HPV (Human Papilloma Virus). Tali formazioni si localizzano prevalentemente sulle superfici mucose e cutanee dell’area genitale. Lo strumento svolge un’azione predominante attraverso la vaporizzazione selettiva della lesione, con un modesto danno dermico, senza rischio di emorragia, non lasciando nella sede di trattamento alcuna cicatrice mucosa.
A livello del collo dell’utero l’utilizzo del laser risulta un ottimo aiuto per il trattamento di lesioni cervicali: con il laser possono essere effettuati trattamenti di vaporizzazione di lesioni del collo dell’utero e,in alcuni casi anche interventi di conizzazione laser che permettono di essere particolarmente precisi riducendo il rischio di sanguinamenti.
Infine, al ivello vaginale l’utilizzo del laser trova applicazione nella gestione di alcuni disturbi ginecologici e urologici, tra cui l’atrofia vaginale correlata alla menopausa.
Il ruolo clinico del laser è quello di migliorare il trofismo dei tessuti vulvo-vaginali e, al contempo, alleviare sintomi come la secchezza e il dolore ai rapporti sessuali. Questa tecnologia ha, infatti, il potenziale di modificare le caratteristiche dei tessuti, quindi favorirne la rigenerazione o il ripristino della funzione, grazie all’effetto termico del laser sulla parete vaginale, che stimola il rimodellamento del collagene e la produzione di nuove fibre.
Per quanto riguarda la dermatologia, il laser a CO2 è diventato, negli ultimi 30 anni, uno strumento indispensabile per il trattamento ablativo, non solo delle lesioni ad etiologia virale, quali verruche volgari e condilomi anogenitali, ma anche dei tumori cutanei superficiali, in particolare in quei pazienti immunodepressi e scaramente responsivi agli immunomodulanti topici. Più recentemente, l’impiego della tecnologia frazionale, che consente di colpire solo piccole colonne di tessuto, intervallandole con colonne di tessuto non trattato, ha trovato impiego nel trattamento degli esiti cicatriziali, in particolare post acneici, ma anche del lichen scleroso e delle atrofie vulvari post menopausali e post chermioterapia.