In Maremma rifiutano di pagare per gli errori di altri

GROSSETO. Da Attac-Gr – Comitato Beni Comuni – Forum Ambientalista – Partito Comunista dei Lavoratori-Gr – Possibile – Rifondazione Comunista e WWF riceviamo e pubblichiamo.
“La gran parte dei maremmani, contrari ai progetti clientelari della autostrada tirrenica, che nelle tante manifestazioni hanno sempre denunciato pubblicamente il mancato rispetto delle norme, ora rischiano anche di dover pagare le multe salate comminate dalla Corte di Giustizia europea, perché la lobby politica pro SAT, dall’On. Matteoli al PD regionale e locale, non ha rispettato le regole.
Leggendo i primi commenti dei responsabili di questa situazione, sembrerebbe che i Maremmani debbano essere “becchi e bastonati!”, così si dice, fin dai tempi del Boccaccio, di chi all’onta delle corna somma quella delle percosse, entrambe molto spesso inflitte ai contadini da parte dei signori feudali. Nel 2017 sembriamo ancora sudditi, privi di diritti e di tutele presso coloro che la legge dovrebbero farla rispettare a chiunque.
Il presidente Rossi pochi mesi fa, usando aggettivi insultanti nei nostri confronti, ha sostenuto che si sarebbe sdraiato per protesta sulla vecchia Aurelia, se non si procedeva subito a realizzare l’autostrada. Lo aspettiamo, per verificare la sua coerenza e per dirgli che i dati analitici tecnici di progetto ci dicono che il tempo di percorrenza di una autostrada costiera tra Civitavecchia e Livorno, rispetto alla messa in sicurezza dell’Aurelia, ci avrebbe fatto risparmiare nell’intero percorso la “impressionante” quantità di tempo di 15 minuti, nell’ipotesi non confermata che non fossero realizzate le barriere trasversali per il pedaggio.
A Rossi vorremmo ricordare che 15 minuti valgono meno delle attività di pregio che si realizzano sui nostri territori e che se il criterio dei tempi è per lui valido ovunque, allora gli ricordiamo che quando i Maremmani vanno a Firenze, sono costretti a perdere incolonnati nel traffico almeno un ora per entrare in quella città, così come i senesi o gli aretini, che percorrendo la Cassia arrivano al Galluzzo. Tutti a passo d’uomo per le strade medievali che portano a Porta Romana, la porta medievale, da cui si partiva da Firenze per Roma.
A chi chiederemo conto delle morti evitabili sul tratto a sud di Grosseto? A chi i danni economici di tanti ritardi?
E se a pagare fossero tutti gli amministratori dei vari governi locali, regionali e centrali che dal 2002 hanno rifiutato il progetto già approvato e finanziato di messa in sicurezza dell’Aurelia, diffondendo la fandonia che il “progetto autostrada” era a costo zero per la collettività?”.