Le osservazioni riguardano i dati forniti da Asl, Arpat e Ars negli ultimi studi epidemiologici delle aree geotermiche

di Fabrizio Pinzuti.
AMIATA – Oltre che sulle polveri sottili derivate dall’ammoniaca, anche di quella emessa dalle centrali geotermiche, e sul costo sanitario delle emissioni – argomenti già oggetto di un nostro articolo del 28 dicembre scorso – il professor Roberto Barocci, di SOS Geotermia, ha presentato al recente convegno di Santa Fiora “La geotermia a 350°”, alcune sue considerazioni sui dati forniti da ASL, ARPAT e ARS, a cominciare dall’ormai famoso studio del CNR del 2010, che, a suo giudizio “ha fatto un doppio confronto sulle due zone geotermiche molto diverse tra loro, sia geologicamente che per l’esposizione agli inquinanti. Non si ripeta l’errore di sommare i risultati delle due zone”. Inoltre l’allegato 6 dello studio ARS – scaricabile dahttp://www.ars.toscana.it/web/
E’ giusto pertanto chiedere, secondo l’esponente di SOS geotermia una valutazione indipendente da ARS, anche sulla base di altri motivi. Secondo le conclusioni dello Studio CNR nel paragrafo relativo alla Mortalità (pag.162): “Negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia al riferimento regionale”
Queste invece le Conclusioni Generali (pag 321), riprese dal dott. Cipriani (ARS) in “Studio in Sintesi” (pag.25), e ripetute da tutti gli amministratori e Sindaci dell’Amiata
“In estrema sintesi, al netto dei limiti propri degli studi con disegno epidemiologico descrittivo, basato esclusivamente su dati ambientali e sanitari esistenti, analizzati in modo aggregato a livello dei comuni di residenza, gli indizi e le prove raccolti evidenziano un quadro epidemiologico nell’area geotermica rassicurante perchè simile a quello dei comuni limitrofi non geotermici ed a quello regionale. Non mancano, tuttavia, alcuni rilievi di criticità…”.
Sulla base di quest’ultimo parere dell’ARS, tecnicamente sbagliato e fuorviante, in Amiata sono state raddoppiate dalla Regione le potenze degli impianti geotermici
Quando nel 2011 li abbiamo contestati, hanno invocato gli «stili di vita». Ma nel 2012, sono stati già smentiti. Questa volta dal dott. Fabio Voller, stessa Agenzia Regionale di Sanità:
“Il confronto tra la popolazione residente nei comuni delle due aree geotermiche e quella dell’area non geotermica compresa entro 50 chilometri dall’area geotermica, non rivela differenze rilevanti rispetto alle caratteristiche socio demografiche e agli stili di vita (fumo, alcol, dieta, attività fisica)”.
C’è di più.
“L’NH3 è universalmente riconosciuto come un precursore del particolato secondario inorganico PM10 e PM2,5, i cui effetti sono nocivi sia per la salute umana che per l’ambiente, ma ARS e Arpat continuano a non considerarlo nei loro ultimi aggiornamenti. Anche il Rapporto Patos (Particolato atmosferico in Toscana) della Regione omette di considerare le emissioni geotermiche. Noi non ci fidiamo, conclude il prof. Barocci, mettendo a confronto le interpretazioni dell’ARS con le conclusioni di uno studioso del livello del prof. Riccardo Basosi, rappresentante italiano per le innovazioni in ambito energetico nel Comitato di Horizon 2020 (UE), Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020”.