Seri problemi industriali, finanziari e occupazionali per la Valdelsa

CASOLE D’ELSA. Nella giornata di venerdì (13 aprile). si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Pramac S.p.A., che ha approvato il Progetto di bilancio di esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2011. Inoltre ha convocato l’Assemblea straordinaria per i provvedimenti di cui all’art. 2447 cod. Civ. modificando il calendario degli Eventi Societari pubblicato in data 26 gennaio 2012, con l’anticipo al 1 maggio 2012 dell’approvazione del Resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2012. In questo modo, gli amministratori potranno fornire agli azionisti una situazione patrimoniale aggiornata.
Il consiglio nella relazione ha sottolineato che “ricorrono i presupposti per proseguire le attività operative in un prevedibile futuro, nonostante sussistano incertezze molto rilevanti che potrebbero far sorgere dubbi significativi riguardo alla continuità dell’impresa”. La Società valdelsana ha perciò chiesto alle banche finanziatrici (tra cui MPS) la concessione di una moratoria e di alcuni waiver in relazione ai contratti di finanziamento in essere necessari a permettere l’esecuzione della joint venture con il Gruppo Renova. In tale contesto Pramac S.p.A. ha invitato le banche finanziatrici a fornire un riscontro in merito entro il 12 aprile 2012, prima delle decisioni dell’Assemblea dei Soci.
I dati finanziari del colosso dell’energia sono pessimi: ne ha fatto le spese il titolo in borsa, con un clamoroso tonfo del -22,53% a euro 0,435. Ecco i numeri del bilancio 2011: la capogruppo Pramac spa presenta una perdita pari a 112,6 milioni, al netto di accantonamenti per rischi e svalutazioni non ricorrenti per 74,1 milioni e svalutazioni di partecipazioni a seguito di impairment test pari 32,3 milioni. Di conseguenza il patrimonio netto risulta negativo per 70,6 milioni.
A livello consolidato, i ricavi sono pari a 256 milioni (contro i 234,6 milioni dell’anno precedente), l’ebitda è in netto calo a 6,6 milioni (16,2 mln nel 2010) e la perdita netta si e’ attestata a 94,2 milioni. Inoltre si segnala nella relazione che, in conseguenza delle risultanze del progetto di bilancio al 31 dicembre 2011, il Consiglio di Amministrazione si riserva “di sottoporre all’Assemblea una proposta di abbattimento del capitale sociale a copertura delle perdite registrate e contestuale aumento dello stesso fino ad un importo nominale tale da riportare il patrimonio netto in positivo. Si segnala che, alla data odierna, il Consiglio di Amministrazione non e’ a conoscenza di azionisti che abbiano manifestato la disponibilità a sottoscrivere l’eventuale aumento di capitale”.
Pramac S.p.A., la società di Casole d’Elsa, è tra i leader nella produzione e commercializzazione a livello mondiale di gruppi elettrogeni e recentemente della nuova linea di microturbine eoliche denominata “RevolutionAir”, opera tramite le controllate Pramac Swiss S.A. e Lifter S.r.l., nella produzione e commercializzazione di moduli fotovoltaici di ultima generazione e di macchinari per la movimentazione logistica interna, e la joint venture con Renova è giudicata essenziale per il futuro dell’azienda. Le avvisaglie si erano avute giovedì quando il Consiglio di Amministrazione della controllata Pramac Swiss S.A. – sentita anche la società incaricata della revisione contabile – aveva deliberato di procedere al deposito di una domanda di moratoria concordataria, di cui agli articoli 293 e segg. LEF, presso la Pretura di Locarno. Ai sensi di tale procedura, il giudice potrà concedere alla società richiedente una moratoria (da due e ventiquattro mesi) per l’escussione dei crediti vantati dai terzi nei confronti della medesima. Tale moratoria, ove concessa, permetterebbe a Pramac Swiss S.A. di beneficiare di un ulteriore lasso di tempo per perseguire il progetto di joint venture con il Gruppo Renova e il progetto con la cooperativa Agro Verde, come già annunciati al mercato.
La situazione occupazionale di Pramac e Lifter non è molto buona. Le società hanno richiesto il prolungamento della cassa integrazione ordinaria già in corso di altre 13 settimane, da aprile a giugno, a causa della riduzione dei volumi di commesse del 50%, rispetto allo stesso periodo del 2011. Hanno anche cessato i colloqui con la delegazione sindacale per la gestione della cassa integrazione. Una pessima notizia per un territorio privo di valide alternative industriali come quello senese, che ha appena dovuto prendere atto del fallimento della Swisel a Sovicille.