Asta dei Bot: alla prova del fuoco la tenuta del sistema bancario
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di Red
SIENA. E’ di soli 570 milioni il credito complessivo del MPS nei confronti di Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna, quindi un falso fattore di rischio. L’aumento di capitale è stato un successo, pur pieno di ombre. I Tremonti bond saranno restituiti senza intaccare il forziere societario. Le società di rating e le banche d’affari guardano a Siena con rinnovata fiducia. Eppure lunedì il titolo, assieme a tutta la borsa italiana, è precipitato ulteriormente. Pare che la colpa sia del governo che non fa né presto né efficacemente la manovra per ridurre il deficit di bilancio statale, e che sia nella cifra ingombrante del debito pubblico italiano nell’incertezza dell’esito negativo per Mediaset del processo chiamato “Lodo mondadori”. Fatto sta che alla chiusura di borsa il titolo valeva euro 0,4892 (-4,48%) a un passo da quel 0,4898 del 28 giugno scorso che rimane il punto più basso della storia borsistica di Rocca Salimbeni. Oggi, la colpa degli avvenimenti dobbiamo darla al famoso “battito d’ala di farfalla giapponese” che a catena può provocare disastri nell’altra parte del mondo, e non alle capacità dei nostri amministratori. Sulla stabilizzazione dei mercati inciderà molto la capacità di Barack Obama di chiudere presto e bene la disputa politica interna americana sul debito pubblico degli USA tra democratici e repubblicani, come quella di Giulio Tremonti di far votare al Parlamento italiano una finanziaria concreta di tagli alla spesa pubblica, condivisa dall’opposizione.
Angela Merkel è già intervenuta con parole di sostegno efficaci, ma è evidente che la palla è in mano al governo. I mercati scontano anche l’incertezza delle scelte dell’Eurogruppo – che si è riunito nel pomeriggio di ieri (11 luglio) a Bruxelles – nella gestione del bubbone Grecia: una azione decisa e risolutiva presa lo scorso anno sarebbe stata migliore e invece siamo qui impantanati in una situazione di vendita al ribasso che tanto ricorda i giorni precedenti al crollo della Lehman Brothers. Nella notte, al termine della riunione, Jean Claude Juncker, presidente dell’Eurogruppo, ha dichiarato: “Siamo pienamente consapevoli che l’Italia e altri paesi sono nel mirino di una parte dei mercati finanziari, ma riteniamo che le nostre dichiarazioni generali offrano una risposta adeguata alle questioni poste dai mercati finanziari”.
Da stamani si potrà cominciare a verificare se il provvedimento della Consob che ha stabilito una stretta sulle vendite allo scoperto fino al 9 settembre prossimo, funzionerà per la regolamentazione dei mercati. Ieri, infatti, l’Autorità di controllo ha reso noto che sarà obbligatorio comunicare le posizioni ribassiste al raggiungimento di una posizione netta corta uguale o superiore allo 0,2% del capitale dell’emittente e successivamente l’obbligo si attiva per ogni variazione pari o superiore allo 0,1% del capitale. Le dichiarazioni del pomeriggio del Direttore Generale Antonio Vigni, riportate in altro articolo, sulla riuscita dell’operazione immobiliare in corso a Siena e sulla mancanza di urgenza nella vendita di Consum.it, dovrebbero contribuire a creare un clima positivo intorno al gruppo MPS. Un altro tassello della situazione complessiva si svela stamattina: è fissata un’asta di Bot da 6,75 miliardi di euro. Mentre giovedì 14 luglio un’asta di Btp, per un ammontare massimo di 5 miliardi di euro. Le banche italiane sono chiamate tutte al successo dell’asta, seppur gravata dai peggiori tassi di interesse per il governo italiano: un’esito negativo in questa giornata sarebbe come la goccia che fa traboccare il vaso. E in effetti la borsa ha aperto al ribasso ulteriore (-3,31% alle 9:04), nel timore che il portafoglio titoli delle banche italiane rimangano eccessivamente sovraesposti con le emissioni di Via Nazionale. E Bini Smaghi, membro italiano del board Bce, ha ribadito la necessità di un’ulteriore ricapitalizzazione dei nostri istituti di credito (in queste righe abbiamo sempre espresso l’opinione che alla presentazione della semestrale del Monte dei Paschi il prossimo 28 agosto si evidenzierà questa necessità per l’istituto senese, ndr).
Infine, di conseguenza, una provocazione: invece di restituire al mittente i Tremonti bond perché Rocca Salimbeni non tratta con il Ministero dell’Economia il rinnovo a tassi pari a quelli dell’asta dei Bot? La liquidità della banca MPS ne trarrebbe beneficio a favore della clientela retail e alla generazione di utili…
E per fortuna “c’è chi dice no”: dall’Internal Dealing di Borsa Italiana si viene a sapere che il consigliere Mps Massimiliano Capece Minutolo del Sasso ha acquistato 200mila dell’istituto toscano a prezzi compresi tra gli 0,532 euro e gli 0,575 euro per azione. Il manager speso circa 111mila euro.