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I futures sull’azionario Usa cedono lo 0,4-0,6%, preannunciando una partenza negativa a Wall Street all’indomani della riunione della Federal Reserve e mentre sfuma l’ottimismo per i progressi nei colloqui tra Russia e Ucraina.
Ieri i principali indici americani hanno chiuso in rialzo, confortati dalle dichiarazioni del presidente della Fed Jerome Powell sulla forza dell’economia statunitense. Il Nasdaq ha guadagnato il 3,8%, lo S&P 500 il 2,2% e il Dow Jones l’1,5%.
La banca centrale americana, come da attese, ha alzato i tassi di interesse di 25 punti base per la prima volta dal 2018, segnalando poi l’intenzione di procedere a un rialzo in ognuno dei sei rimanenti meeting di quest’anno e di iniziare a ridurre il proprio bilancio.
La proiezione ufficiale per la fine del 2023 evidenzia un tasso di riferimento al 2,8%, mentre il tratto della curva dei Treasury, tra il rendimento del titolo a cinque anni e quello del decennale, si è invertito per la prima volta da marzo 2020, un segno che solitamente indica aspettative di recessione da parte degli investitori.
Il presidente della Fed Jerome Powell ha rassicurato sulla tenuta dell’economia a stelle e strisce a una stretta monetaria, ma al tempo stesso le previsioni di crescita del Pil sono state tagliate dal 4% al 2,8% alla luce della guerra e delle sanzioni.
Il focus resta, inoltre, sulla crisi in Ucraina, dopo che il ministro degli esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha sottolineato che le delegazioni sono lontane dal raggiungere un accordo, mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito i passi avanti nei colloqui di pace.
Intanto, sembra per il momento scongiurato il default di Mosca: il ministro degli esteri russo, Anton Siluanov, ha sostenuto che il paese ha pagato in dollari gli interessi sui due bond in scadenza ieri, anche se si attendono notizie sull’effettivo versamento alla luce delle sanzioni sugli asset internazionali.
Sul fronte macro, infine, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 214 mila unità, rispetto alle 220 mila previste dal consensus e alle 229 della rilevazione precedente.
Fonte MarketInsight