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di Giulia Tacchetti
SIENA. Oggi 7 dicembre è stata inaugurata la mostra dal titolo “L’immagine del Duomo di Siena 1223-1944”, presso la Cripta del Duomo ed il Palazzo Arcivescovile, dall’8 dicembre 2021 al 7 gennaio 2022. Si tratta di una esposizione temporanea di circa cinquanta opere , suddivisa in nove sezioni, che testimoniano il grande interesse suscitato dalla nostra cattedrale nel corso del tempo: dal Duecento, con una miniatura del “Libro dei censi e memoriale delle offese del 1223” (da qui inizia il percorso della visita) alla foto che ritrae due ufficiali francesi, che, nel luglio del 1944 liberarono Siena dall’occupazione nazifascista.
La mostra è stata promossa dall’Opera della Metropolitana con la partecipazione dell’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e la collaborazione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto, Arezzo e di Opera Laboratori.
Nel suo intervento il Cardinale Augusto Paolo Lojudice asserisce che in ogni città il Duomo è uno dei monumenti pIù significativi dell’identità cittadina, dove si eleva lo spirito con la preghiera, ma anche godendo della sua bellezza. Dio è il creatore della Bellezza e comprendere, rispettare, godere della Bellezza ci avvicina a Dio.
Le opere esposte (pitture, disegni, incisioni, fotografie, miniature) mostrano al pubblico l’esterno e l’interno della Cattedrale nel corso dei secoli, le processioni che si svolgevano (si veda la copertina del catalogo), la Libreria Piccolomini, la Confessione, il Battistero, la Scalinata di S. Giovanni, le piazze ed i palazzi intorno al Duomo. Insomma oltre ad una carrellata di tecniche e stili che propriamente appartengono alla Storia dell’Arte, le opere si caricano di un ulteriore significato, quello di documenti storici, senza i quali la ricostruzione degli eventi e della vita delle città e delle nazioni non sarebbe possibile.
Non a caso i due curatori Alessandro Leoncini e Chiara Nencini (curatori anche del catalogo pubblicato da Sillabe) guidano i presenti nel percorso della mostra partendo dalla miniatura al centro della prima sala espositiva, contenuta nel “Libro dei censi e memoriale delle offese del 1223”, al tempo del podestà Bernardo di Orlando Rossi da Parma, perché è la più antica immagine della nostra Cattedrale, conservata nell’Archivio di Stato di Siena. Maria Ange Causarano avverte nei suoi scritti che non è assolutamente certo che la miniatura raffiguri il Duomo, ma l’edificio dotato di tre portali e sormontato da una cupola sopra alla quale è una croce richiama la primitiva Cattedrale dotata di una cupola piccola. Quindi non è troppo azzardato identificare nell’edificio miniato la facciata del Duomo precedente a quella di Giovanni Pisano tra il 1285 e il 1297. Nelle otto torri si può leggere il richiamo alle torri gentilizie che dominavano Siena nel XIII sec. Conclude la sezione riguardante l’esterno della Cattedrale la foto che mostra i due generali francesi mentre escono dalla chiesa, con la facciata protetta da un muro di mattoni, al termine della cerimonia religiosa (4 luglio 1944).
Le opere che mostrano l’interno del Duomo sono varie e dimostrano come nel corso dei secoli sia stato raffigurato privo di scene devozionali, ispirandosi solo alla sua bellezza architettonica, soprattutto nell’800, quando Siena divenne una tappa importante nel Gran Tour. Interessante nella sezione dedicata al Battistero e la Scalinata di S. Giovanni il dipinto di Arturo Viligiardi “Il Demonio fa cadere S. Caterina nella Scalinata di S. Giovanni” (1904, collezione privata). Molte persone per la prima volta hanno potuto vedere questo dipinto.
Guido Pratesi, rettore dell’Opera Metropolitana, ricorda che la mostra consente di seguire la storia del Duomo, con opere in buona parte inedite ( alcune dalla collezione privata di Ettore Pellegrini), oltre alle diverse tecniche artistiche. Con questa mostra l’Opera della Metropolitana desidera offrire un omaggio ai senesi durante le festività natalizie, ma anche un qualcosa in più ai turisti italiani e stranieri, che, gratuitamente, vorranno visitarla.
Conclude la presentazione la comunicazione da parte di Opera Laboratori rappresentata da Di Bello: “Nessuna lettera di licenziamento ai nostri dipendenti impiegati al S. Maria della Scala, a seguito della volontà dell’Amministrazione Comunale di cessare dal 9 febbraio 2022 l’affidamento di tutti i servizi del S. Maria della Scala”.