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I futures sull’azionario Usa scambiano in lieve rialzo, preannunciando una partenza poco sopra la parità a Wall Street nonostante i timori per la frenata dei consumi durante la pandemia e le nuove tensioni tra Washington e Pechino.
Ieri i principali indici americani hanno chiuso in calo, scontando parziali presi di profitto complice anche la continua escalation del coronavirus negli Stati Uniti e terminando la sessione in prossimità dei minimi intraday.
In particolare, il Nasdaq ha ceduto lo 0,9% rallentando nel finale dopo aver messo a segno l’ennesimo record storico oltre quota 10.500 punti, mentre Dow Jones e S&P 500 hanno perso rispettivamente l’1,5% e l’1,1%.
Restano in primo piano le notizie relative alla continua diffusione del virus in diverse parti del mondo, in particolare negli Usa e in America Latina, con gli investitori che temeno nuovi lockdown con il conseguente rischio di una prolungata recessione.
Preoccupa in particolare la situazione in Usa dove le persone infettate sono salite oltre i 3 milioni con 130.000 vittime, portando a nuove misure restrittive in alcuni stati e rischiando di compromettere la ripresa dell’economia in parte già scontata dal mercato.
Secondo un sondaggio di CreditCards.Com, molti americani avrebbero in programma di ridurre le spese per consumi, frenando il principale motore della crescita del Pil a stelle e strisce.
A ciò si aggiungono le tensioni tra Stati Uniti e Cina, dopo che secondo alcune indiscrezioni l’amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di intervenire sull’ancoraggio della moneta di Hong Kong al dollaro statunitense.
Pechino ha inoltre dichiarato che porrà delle restrizioni ai visti per i funzionari Usa per quello che è stato definito un comportamento “egregio” sul Tibet, replicando a una mossa annunciata ieri dal Segretario di Stato Usa Mike Pompeo.
Fonte MarketInsight