Utile netto a 379 milioni di euro (90 milioni nel primo trimestre)
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SIENA. Questa mattina il consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. ha esaminato ed approvato i risultati al 30 settembre 2018.
I risultati di conto economico di Gruppo al 30 settembre 2018
Al 30 settembre 2018 il Gruppo ha realizzato ricavi complessivi pari a 2.518 mln di euro, con un calo del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in particolare per la flessione del risultato netto della negoziazione e delle attività/passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value in contropartita del conto economico, che aveva beneficiato nel 2017 degli effetti riconducibili al burden-sharing per ca. 503 mln di euro. Nel 3Q18 i ricavi diminuiscono di 23 mln di euro rispetto al trimestre precedente. Più in dettaglio risultano in calo sia il margine di interesse (-6 mln di euro) che le commissioni nette (-50 mln di euro); in ripresa il risultato netto da negoziazione
e delle attività/passività finanziarie.
Il margine di interesse al 30 settembre 2018 è risultato pari a 1.312 mln di euro, in flessione del 4,5% rispetto allo stesso periodo del 2017, che includeva gli effetti dell’operazione di burdensharing per ca. 50 mln di euro (ca. -1% al netto di tali componenti straordinarie). La flessione è ascrivibile principalmente alla dinamica negativa degli attivi fruttiferi, in particolare degli impieghi commerciali (contrazione dei volumi medi e calo dei relativi rendimenti). Tale dinamica è parzialmente attenuata dalla diminuzione degli interessi passivi conseguente alla riduzione del costo della raccolta commerciale e al rimborso di obbligazioni aventi condizioni più onerose (tra cui anche quelle connesse al burden-sharing). Il risultato del 3Q18 si pone in calo rispetto al trimestre precedente (-1,4%) sostanzialmente per le dinamiche degli impieghi commerciali.
Le commissioni nette risultano pari a 1.163 mln di euro; la riduzione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2017 è riconducibile principalmente a minori proventi sui servizi di pagamento (bancomat e carte) a seguito dell’avvenuta cessione in data 30 giugno 2017 del ramo d’azienda merchant acquiring e sui servizi connessi alla gestione del risparmio. Al netto del contributo dell’acquiring, le commissioni nette risultano sostanzialmente stabili rispetto al 30/09/2017. Il 3Q18 registra un calo del 12,3% rispetto al trimestre precedente, in particolare per i minori proventi da
gestione del risparmio e del credito.
I dividendi, proventi simili e utile (perdite) delle partecipazioni, inferiori rispetto al 30 settembre 2017, ammontano a 55 mln di euro, e sono in prevalenza rappresentati dal contributo di AXA-MPS12. Nel 3Q18 tale componente si pone in crescita rispetto al trimestre precedente (+4 mln di euro), grazie al maggior contributo di AXA-MPS.
Il risultato netto da negoziazione e delle attività/passività finanziarie valutate al costo ammortizzato e al fair value in contropartita del conto economico al 30 settembre 2018 ammonta a 6 mln di euro, in calo rispetto ai valori registrati nello stesso periodo dell’anno precedente (pari a 571 mln di euro), che includevano gli effetti relativi all’operazione di burdensharing (503 mln di euro). Dall’analisi dei principali aggregati emergono:
• risultato netto dell’attività di trading pari a +10 mln di euro, in diminuzione rispetto al 30 settembre 2017 e in crescita rispetto al trimestre precedente, nonostante gli effetti connessi alla dinamica dello spread BTP Bund;
• risultato netto delle attività/passività valutate al fair value in contropartita del conto economico negativo per 64 mln di euro (al 30 settembre 2017, il risultato era pari a -1 mln di euro), attribuibile ai risultati netti negativi delle attività/passività valutate obbligatoriamente al fair value;
• risultati da cessione/riacquisto positivi per 60 mln di euro, in calo rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-492 mln di euro a/a), su cui avevano inciso gli effetti dell’operazione di burden-sharing. In calo rispetto al 2Q18.
Contribuiscono alla formazione dei ricavi anche le voci:
• risultato netto dell’attività di copertura pari a -1 mln di euro, in miglioramento rispetto al 30 settembre 2017 ed in flessione rispetto al 2Q18;
• altri proventi/oneri di gestione negativi per 16 mln di euro, in calo rispetto al risultato registrato nei primi nove mesi del 2017 (+1 mln di euro) ed in miglioramento rispetto al trimestre precedente.
Al 30 settembre 2018 gli oneri operativi sono risultati pari a 1.715 mln di euro, in riduzione del 9,4% rispetto all’anno precedente. Il 3Q18 si pone in calo rispetto al 2Q18 del 3,5% (-20 mln di euro), per effetto principalmente della dinamica delle altre spese amministrative. Esaminando in dettaglio i singoli aggregati emerge quanto segue:
• le spese amministrative si sono attestate a 1.546 mln di euro, in calo di 154 mln di euro rispetto all’anno precedente (-9,1% a/a) e di 22 mln di euro rispetto al 2Q18. All’interno dell’aggregato:
o le spese per il personale, che ammontano a 1.098 mln di euro, si pongono in flessione annua del 7,6% (-90 mln di euro), da ricondurre principalmente alla riduzione degli organici, grazie anche alle manovre del Fondo di Solidarietà del 1° maggio e del 1° novembre 2017. Il 3Q18 registra un calo anche rispetto al trimestre precedente, essenzialmente per la dinamica degli organici;
o le altre spese amministrative sono risultate pari a 448 mln di euro, in flessione del 12,4% rispetto all’analogo periodo del 2017, per effetto delle iniziative di contenimento strutturale della spesa che hanno interessato in particolare la gestione del comparto immobiliare e le spese legali connesse al recupero crediti, nonché il comparto ICT
(anche a seguito della cessione del ramo acquiring avvenuta a giugno 2017). Le spese contabilizzate nel 3Q18 risultano in calo rispetto a quelle del trimestre precedente.
• le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali al 30 settembre 2018, pari a 169 mln di euro, risultano in calo rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, che era stato impattato soprattutto da maggiori svalutazioni su attività immateriali (licenze software). In crescita rispetto al trimestre precedente (+3,4% t/t).
Per effetto delle dinamiche sopra descritte, il risultato operativo lordo del Gruppo risulta pari a 803 mln di euro (1.331 mln di euro quello relativo al 30 settembre 2017), con un contributo positivo del trimestre di 248 mln di euro, sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente. Il risultato progressivo per i primi nove mesi del 2018 risulta pressoché stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, al netto delle componenti straordinarie, principalmente connesse al burden-sharing per il periodo 2017.
Al 30 settembre 2018 il Gruppo ha contabilizzato rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie valutate al costo ammortizzato ed al fair value con impatto sulla redditività complessiva per complessivi 368 mln di euro, inferiori di 4,5 mld di euro rispetto a quelle registrate nello stesso periodo dell’anno precedente che incorporavano le rettifiche su crediti registrate sul perimetro delle sofferenze oggetto di cessione a seguito dell’adeguamento al loro valore di realizzo. In crescita rispetto al 2Q18.
Si evidenzia che le comparazioni con i valori 2017 sono puramente indicative, in quanto i dati risultano disomogenei a seguito dell’introduzione dei nuovi modelli valutativi IFRS9 ai fini dell’impairment di tutti gli strumenti finanziari di debito non valutati a FVTPL.
Il rapporto tra le rettifiche nette di valore per deterioramento crediti del 30 settembre 2018 annualizzate ed i crediti verso clientela esprime un tasso di provisioning di 55 bps.
Il risultato operativo netto del Gruppo dei primi nove mesi del 2018 è positivo per circa 435 mln di euro, a fronte di un valore negativo pari a 3.505 mln di euro registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Alla formazione del risultato di esercizio concorrono anche le seguenti voci:
• accantonamenti al fondo rischi e oneri pari a -15 mln di euro, effetto netto negativo riconducibile prevalentemente ad accantonamenti per impegni assunti dalla banca a fronte dell’operatività con la clientela, in parte compensati dalla rivalutazione dell’impegno assunto per far fronte ai costi di hedging del veicolo nell’ambito della cessione delle sofferenze come da accordo vincolante firmato il 26 giugno 2017 con Quaestio, posti a carico del cedente. Al 30 settembre 2017 si registrava un saldo negativo di 134 mln di euro, penalizzato da maggiori accantonamenti per cause legali e dalla valutazione negativa dell’impegno assunto nei confronti del veicolo di cui sopra;
• utile da partecipazioni per circa 1 mln di euro a fronte di una perdita di 23 mln di euro registrata al 30 settembre 2017, il risultato del 3Q18 si pone in crescita rispetto al trimestre precedente per l’incremento di valore della partecipazione in Fondo Etrusco;
• oneri di ristrutturazione/oneri una tantum, pari a -61 mln di euro, includono principalmente gli oneri riferiti a iniziative connesse anche alla realizzazione dei commitment assunti con DGComp, tra i quali la perdita attesa dalla cessione della controllata MP Belgio (-61 mln di euro) e altre iniziative progettuali, parzialmente compensati dai recuperi riconosciuti dall’Inps per le pregresse manovre di esodo/fondo (+29 mln di euro);
• rischi e oneri connessi a SRF, DGS e schemi similari, saldo pari a -124 mln di euro costituito dal contributo ordinario al Fondo di Risoluzione Unico (SRF) contabilizzato nel primo trimestre 2018, dalla quota addizionale al Fondo di Risoluzione Nazionale (FRN) contabilizzata nel secondo trimestre 2018 e dalla quota stimata da riconoscere al FITD
(DGS) contabilizzata nel 3Q18 (29 mln di euro);
• canone DTA, pari a -53 mln di euro. L’importo, determinato secondo i criteri del DL 59/2016 convertito in Legge n. 119 del 30 giugno 2016, rappresenta il canone di competenza al 30 settembre 2018 sulle DTA (Deferred Tax Assets) trasformabili in credito di imposta;
• utili da cessione di investimenti pari a 50 mln di euro riconducibili essenzialmente ai proventi sulla cessione di Juliet, realizzata nel 2Q18. Al 30 settembre 2017 l’aggregato risultava positivo per 534 mln di euro ascrivibile principalmente alla plusvalenza da cessione del ramo di merchant acquiring.
Per effetto delle dinamiche sopra evidenziate, il risultato dell’operatività al lordo delle imposte del Gruppo è stato pari a +233 mln di euro, in crescita rispetto ai livelli del 30 settembre 2017, che aveva registrato un risultato di -3.571 mln di euro.
Le imposte sul reddito dell’operatività registrano un risultato pari a +164 mln di euro. Tale risultato è essenzialmente imputabile al reassessment parziale – pari a 163 mln di euro – di DTA da perdite fiscali, maturate e non iscritte in precedenti esercizi. La voce include anche l’ACE maturata per 31 mln di euro.
Considerando gli effetti netti della PPA (-18 mln di euro), l’utile consolidato del Gruppo relativo al 30 settembre 2018 ammonta a 379 mln di euro, a fronte di una perdita di 3.001 mln di euro conseguita nello stesso periodo del 2017.
Gli aggregati patrimoniali di Gruppo al 30 settembre 2018
Al 30 settembre 2018 i volumi di raccolta complessiva del Gruppo sono risultati pari a 193,3 mld di euro (stabili rispetto al 31 dicembre 2017), in calo di 2,6 mld di euro rispetto al 30 giugno 2018 per il decremento della raccolta diretta.
I volumi di raccolta diretta, che si sono attestati a 93,9 mld di euro, risultano in calo di 3,9 mld di euro rispetto ai valori di fine dicembre 2017 (principalmente sul comparto obbligazionario) e di 2,9 mld di euro rispetto a fine giugno 2018 principalmente per il calo dei conti correnti (-1,4 mld di euro) e delle obbligazioni (-0,8 mld di euro).
La quota di mercato13 del Gruppo sulla raccolta diretta si è attestata al 3,84% (dato aggiornato a luglio 2018) in crescita di 12 p.b. rispetto a fine 2017.
La raccolta indiretta si è attestata a 99,4 mld di euro, in crescita rispetto al 31 dicembre 2017 (+3,5 mld di euro) principalmente per la componente del risparmio amministrato, sul quale ha influito la movimentazione di una rilevante posizione corporate. Il confronto con il 30 giugno 2018 evidenzia una raccolta indiretta in crescita (+0,3 mld di euro), in particolare sull’aggregato del risparmio gestito.
Per quanto concerne il risparmio gestito, che ammonta a 58,5 mld di euro, lo stock risulta stabile rispetto a fine dicembre 2017 e in crescita rispetto a giugno 2018, sui comparti fondi e bancassurance.
Il valore di bilancio dei crediti verso la clientela alle date del 30 settembre, 30 giugno e 31 marzo 2018 risente sia:
• degli effetti di “riclassifica” riconducibili all’introduzione dell’IFRS9 che hanno determinato una riduzione netta complessiva di 0,1 mld di euro, dovuta a decrementi per “riclassifiche” verso le altre attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value (-1,1 mld di euro) parzialmente compensata da incrementi per “riclassifiche” di titoli obbligazionari dalle attività finanziarie disponibili per la vendita, ex AFS (+1 mld di euro);
• dell’impatto negativo derivante dalla transizione da IAS 39 a IFRS 9, connessi alle nuove previsioni in materia di impairment (maggiori Expected Credit Losses – ECL) su esposizioni di cassa (oltre che di firma), pari a 1,5 mld di euro, al lordo dell’effetto fiscale, rilevato a patrimonio netto.
Al 30 settembre 2018 i crediti verso la clientela del Gruppo si sono attestati a 87,5 mld di euro, in crescita rispetto sia a fine dicembre 2017, principalmente sui mutui e sui crediti rappresentati da titoli (a seguito dell’iscrizione delle senior notes derivanti dall’operazione di cartolarizzazione), che al 30 giugno 2018, in particolare sul comparto PCT con controparti istituzionali (+1,1 mld di euro) e mutui (+0,5 mld di euro), mentre si pongono in calo le altre forme di impiego.
La quota di mercato14 del Gruppo risulta pari al 5,25% (ultimo aggiornamento disponibile luglio 2018) in calo di 125 p.b. rispetto a fine 2017 principalmente per la riduzione dello stock di sofferenze del Gruppo.
Il comparto a medio-lungo termine ha registrato nel 3Q18 nuove erogazioni/stipule per 2,9 mld di euro in crescita rispetto al 2Q18 (+0,2 mld di euro). Le erogazioni/stipule complessive per i primi nove mesi 2018 registrano una crescita di +3,7 mld di euro rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.
L’esposizione dei crediti deteriorati lordi del Gruppo al 30 settembre 2018 è risultata pari a 19,5 mld di euro, in flessione rispetto sia a fine dicembre 2017 (-23,4 mld di euro, essenzialmente per effetto del deconsolidamento delle posizioni a sofferenza oggetto di cessione) che al 30 giugno 2018 (-0,3 mld di euro). L’esposizione lorda del comparto sofferenze si riduce di 21,4 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2017 principalmente per il deconsolidamento sopra citato, e in aumento rispetto al 30 giugno 2018 (+0,5 mld di euro). In flessione anche l’esposizione delle inadempienze
probabili di 1,9 mld di euro su dicembre 2017 e di 0,7 mld su giugno 2018, sulla quale hanno inciso anche le cessioni realizzate nel trimestre. Le esposizioni scadute deteriorate risultano in flessione di 0,1 mld di euro rispetto a fine 2017 e sono sostanzialmente stabili rispetto al 30 giugno 2018.
Al 30 settembre 2018 l’esposizione netta in termini di crediti deteriorati del Gruppo si è attestata a 8,5 mld di euro in flessione rispetto a fine dicembre 2017 (-6,3 mld di euro) anche in questo caso essenzialmente per effetto del deconsolidamento sopra citato, e risulta sostanzialmente stabile rispetto al 30 giugno 2018 (-0,2 mld di euro). L’esposizione netta del comparto sofferenze si riduce di circa 4,5 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2017 ed è in lieve
aumento rispetto al 30 giugno 2018 (+0,2 mld di euro). In flessione anche l’esposizione netta delle inadempienze probabili di 1,7 mld di euro su dicembre 2017 e di 0,4 mld su giugno 2018. Le esposizioni scadute deteriorate risultano in calo di 0,1 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2017 e sostanzialmente stabili rispetto a giugno 2018.
Si registra nel trimestre un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti clientela netti, che passa da 9,9% di giugno 2018 a 9,6% di settembre 2018. All’interno dell’aggregato, nel trimestre rimane sostanzialmente stabile rispetto a giugno 2018 l’incidenza delle esposizioni scadute, mentre si pone in calo quella delle inadempienze probabili (da 6,4% di giugno 2018 a 5,9% di settembre 2018). Risulta invece in aumento l’incidenza delle sofferenze nette (da 3,2% di giugno 2018 a 3,4% di settembre 2018).
Al 30 settembre 2018, la percentuale di copertura dei crediti deteriorati si è attestata al 56,4%, in riduzione rispetto al 31 dicembre 2017 (pari a 65,5%), a seguito dell’avvenuto deconsolidamento dei crediti oggetto di cessione, ed in aumento rispetto al 30 giugno 2018 (pari a 56,0%).
Il valore di bilancio delle attività finanziarie valutate al fair value ha risentito, alle date del 30 settembre e del 30 giugno 2018, degli effetti di “riclassifica” riconducibili all’introduzione dell’IFRS9 di titoli obbligazionari verso le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, per un ammontare complessivo di 1 mld di euro, e dell’iscrizione nella nuova categoria “attività finanziarie obbligatoriamente valutate al fair value” di crediti/titoli per complessivi 1,2 mld di euro.
Al 30 settembre 2018 le attività finanziarie valutate al fair value del Gruppo sono risultate pari a 25,4 mld di euro in crescita di 1,3 mld di euro rispetto al 31 dicembre 2017 ed in calo di 3,8 mld di euro sul 30 giugno 2018, principalmente sulla componente di negoziazione riferibile alla controllata MPS Capital Services (in calo nel trimestre in particolare sui titoli di debito Governativi Italia, per i quali la società agisce come primary dealer). Le passività finanziarie di negoziazione sono diminuite di 1,5 mld di euro rispetto a fine dicembre 2017 e di 0,2 mld di euro rispetto al 30 giugno 2018.
A fine settembre 2018, la posizione interbancaria netta del Gruppo si è attestata a 12,1 mld di euro in raccolta, superiore di 1 mld di euro rispetto al saldo registrato al 31 dicembre 2017 e stabile rispetto a giugno 2018.
Al 30 settembre 2018 la posizione di liquidità operativa presenta un livello di counterbalancing capacity non impegnata pari a circa 18,5 mld di euro, in calo di 2,6 mld di euro rispetto ai valori registrati al 31 dicembre 2017, principalmente a seguito della scadenza di una tranche di emissioni governative avvenuta nel 1Q18 e in calo di 0,9 mld di euro rispetto al 30 giugno 2018.
Al 30 settembre 2018 il patrimonio netto del Gruppo e di pertinenza di terzi risulta pari a circa 9,0 mld di euro in calo di 1,5 mld di euro rispetto ai livelli di fine dicembre 2017, ascrivibile agli impatti negativi rilevati in sede di prima applicazione dell’IFRS 9 alla voce “Riserve” e delle variazioni negative in termini valutativi delle attività finanziarie valutate al fair value con impatto sulla redditività complessiva, in parte compensati dal risultato di periodo. Stabile rispetto al 30 giugno 2018, con flessione delle riserve da valutazione, sostanzialmente compensata dall’utile di
periodo. Per quanto riguarda i coefficienti patrimoniali, al 30 settembre 2018 il common equity tier 1 ratio
si è attestato a 12,5% ed il total capital ratio è risultato pari a 13,9%.