
SIENA. Domenica 17 aprile i cittadini italiani sono chiamati a decidere su un Referendum. Il referendum è uno strumento democratico che è utile a far decidere direttamente il cittadino su determinate questioni, utilizzando topici ben precisi sui quali votare SI o NO.
Il tema di se e quale energia sia più utile programmare per il presente e per il futuro del paese è un tema di tutti, ma al contempo il referendum non impatterà in alcun modo sull’opportunità o meno delle trivellazioni, ma eventualmente solo sulla durata delle concessioni.
Il cittadino può anche dimostrare che l’argomento del Referendum non è di suo interesse, e lo fa non andando a votare.
Nel caso che ci occupa domenica, di là di qualsiasi strumentalizzazione, il punto non sarà quello di aumentare il numero di trivelle, o di permettere istallazioni di trivelle entro le 12 miglia. Il punto è: permettiamo a quelle che esistono già di rimanere attive fino all’esaurimento del giacimento? Oppure, vogliamo che smettano di estrarre nel rispetto delle scadenze delle singole autorizzazioni?
Andare a votare è un dovere civico, che dovrebbe essere sentito da ciascun cittadino, oltre che una espressione di un diritto.
In conclusione: la scelta non è se autorizzare o meno le trivelle, ma decidere la durata di quelle già esistenti. Chi vota SI, sceglierà il rispetto delle scadenze delle autorizzazioni. Chi vota NO, sceglierà di permettere l’estrazione fino all’esaurimento del giacimento.
L’esito del referendum sarà valido solo se andranno a votare il 50% più uno degli aventi diritto al voto.
Esecutivo Pd cittadino di Siena